L’antico incontra il contemporaneo, grazie alla tecnologia 3D. Ecco cosa combinano Makoto, Hiroshi Sato e Alfredo Cramerotti al Museo Archeologico Nazionale di Venezia

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Veduta di Ulisse II,  sala VIII, Museo Archeologico Nazionale di Venezia 2015, courtesy Tiziano de Gottardo, Virtualgeo

Veduta di Ulisse II, sala VIII, Museo Archeologico Nazionale di Venezia 2015, courtesy Tiziano de Gottardo, Virtualgeo

Il confine tra arte e nuove tecnologie è sempre più sottile, invogliando molti artisti a sperimentare tecniche basate sulla computer grafica ed elaborazioni tridimensionali. Ne è un esempio l’ambizioso progetto ospitato, fino al 31 gennaio 2016, nella sala 8 del Museo Archeologico Nazionale di Venezia, custode di un patrimonio classico dalla storia secolare. Ulisse II accosta due approcci scultorei separati da una distanza temporale di quasi 1900 anni, ma avvicinati proprio dal ricorso alle nuove tecnologie. Sotto la supervisione del curatore Alfredo Cramerotti, la preziosa statua marmorea di Ulisse – proveniente dalla Collezione Domenico Grimani e risalente, al netto dei successivi restauri, al secondo secolo dopo Cristo – ha trovato nella nuova tecnologia la possibilità di un azzeccato rilancio. L’antico capolavoro è stato riprodotto in digitale dall’azienda high-tech Virtualgeo, attraverso una scansione e una modellazione 3D che hanno generato una copia fedele all’originale.

TRACCIA AUDIO ELABORATA DA HIROSHI SATO
Grazie a totem touch-screen, i visitatori del museo potranno accedere alla piattaforma digitale di divulgazione scientifica prodotta da Virtualgeo per approfondire le peculiarità dell’opera, mentre gli utenti web di tutto il mondo potranno vedere l’Ulisse sul sito creato dall’azienda, annullando le distanze tra sé e l’opera, seppure in forma virtuale. Gli effetti delle nuove tecnologie non si concludono qui. L’artista giapponese Makoto – co-protagonista della mostra veneziana – ha potuto usufruire del modello 3D della statua millenaria per la realizzazione di Ulisse II, la scultura in gesso e carta allestita accanto all’opera in marmo. Etereo e sospeso, l’eroe mitologico di Makoto unisce tecnica scultorea tradizionale e modellazione tridimensionale, cui si aggiunge, a corredo, la traccia audio elaborata per l’occasione da Hiroshi Sato. L’esito del progetto incoraggia a sperare che il dialogo intelligente fra arte e tecnologia possa davvero contribuire alla valorizzazione della creatività.

Arianna Testino

www.polomuseale.venezia.beniculturali.it/index.php?it/6/museo-archeologiconazionale
www.virtualgeo.eu

 

 

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