Femminilità oltre la superficie. A Venezia

Casa dei Tre Oci, Venezia – fino al 10 gennaio 2016. Francesca Alfano Miglietti porta in Laguna una mostra potente, capace di liberare la femminilità dalle catene dello stereotipo e di metterne a nudo la caleidoscopica essenza. Grazie allo sguardo di venticinque fotografe e a un “allestitore” d’eccezione.

Print pagePDF pageEmail page

Sam Taylor-Johnson, Soliloquy VI 1999 © Sam Taylor-Johnson, courtesy the artist and White Cube Gallery, London

Sam Taylor-Johnson, Soliloquy VI 1999 © Sam Taylor-Johnson, courtesy the artist and White Cube Gallery, London

DALL’OCCHIO ALLA MENTE E VICEVERSA
Il meccanismo dello sguardo procede per stratificazioni. Alla superficie del colpo d’occhio si sostituisce la crescente consapevolezza del significato, che emerge al di là della percezione estetica. Lo sguardo veicola l’immersione nel senso, attraverso il contatto imprescindibile con l’involucro che lo contiene.
Sguardo di donna – la poderosa rassegna ospitata nella sempre suggestiva cornice della Casa dei Tre Oci – è un intelligente concentrato di questi movimenti alternati tra occhio e mente. Curata da Francesca Alfano Miglietti, la mostra non è soltanto una ragguardevole selezione di scatti firmati da un parterre di fotografe ben conosciute, ma è anche e soprattutto un generatore di piani narrativi e visuali che rispecchiano lo scheletro della stessa esposizione. Come in un corpo organico, gli strati sono sapientemente combinati per non apparire disgiunti l’uno dall’altro, generando in chi guarda una sensazione di compiutezza che conforta e stimola.

L’ALLESTIMENTO DI ANTONIO MARRAS
È lo sguardo il canale più immediato per sfiorare i vari livelli che compongono la mostra. La prima “pelle”, avvolgente e d’impatto, è quella creata dallo stilista Antonio Marras, autore degli allestimenti che, fin dal piano terra, proiettano chi vi accede in una sorta di universo teatrale, fatto di quinte e abiti di scena. L’installazione al centro della sala – una cascata di abiti femminili appartenenti al Teatro La Fenice – introduce, proteggendola, alla seconda pelle della mostra, la distesa di scatti che affolla le pareti rosso scuro della dimora giudecchina.
Salendo al piano superiore e all’ultimo, l’idea di protezione e di andamento a strati persiste. Le scenografiche scatole di legno usate dalla Fenice per il trasporto dei materiali si trasformano in teche espositive aperte, disposte una di seguito all’altra in un ambiente stavolta rivestito di carta sui toni del seppia, con linee stilizzate dall’effetto all over. Gli attrezzi teatrali al terzo piano completano gli intriganti allestimenti di Marras, generando un dialogo tra l’edificio e la città, tra interno ed esterno, che amplifica il potere degli scatti.

Yael Bartana, The missing negatives of the Sonnenfeld Collection 2008 © Yael Bartana, courtesy Annet Gelink, Amsterdam and Galleria Raffaella Cortese, Milano

Yael Bartana, The missing negatives of the Sonnenfeld Collection 2008 © Yael Bartana, courtesy Annet Gelink, Amsterdam and Galleria Raffaella Cortese, Milano

IL CORPO DELLA MOSTRA
Loro, la seconda pelle della mostra, dominano senza invadere, scorrendo accostati in un ordine che alterna raggruppamenti per firma a salutari variazioni sul tema. Le sale condensano i mondi vissuti e ritratti dalle venticinque artiste in mostra, restituendo ancora una volta allo sguardo la duplice responsabilità di soffermarsi sulla superficie estetica e da lì andare alla ricerca dell’autenticità di un altro punto di vista, quello dell’autrice.
Diane Arbus, Nan Goldin, Tacita Dean, Sam Taylor-Johnson, Yael Bartana e Margaret Bourke-White sono solo alcune delle voci che animano un discorso costruito attraverso più di duecentocinquanta lavori e innumerevoli oscillazioni storiche, capace però di mantenersi coerente e saldo proprio grazie alla varietà degli sguardi e delle questioni sollevate. La riflessione sull’identità – biologica, sociale, religiosa e politica – il coraggio di mostrarsi oltre il limite del pregiudizio, il sottile confine tra la passione e la violenza, la cruda rappresentazione del condizionamento estetico vanno a comporre un organismo quasi tangibile.
Un corpo – quello della mostra, della fotografia e delle donne qui protagoniste – sempre capace di ritrovare, fra i suoi stessi strati, la via verso l’autenticità.

Arianna Testino

Venezia // fino al 10 gennaio 2016
Sguardo di donna
a cura di Francesca Alfano Miglietti
CASA DEI TRE OCI
Fondamenta delle Zitelle 43
041 2412332
[email protected]
www.treoci.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/46987/sguardo-di-donna/

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community