London Updates: tanta Italia a Mayfair alla nona edizione di PAD. Ecco le immagini dall’ormai classica fiera aperta al design d’autore

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PAD Padiglione Arte e Design 2015, Londra (foto Mario Bucolo)

PAD Padiglione Arte e Design 2015, Londra (foto Mario Bucolo)

Giunge quest’anno alla sua nona edizione londinese PAD, il Padiglione Arte e Design piazzato a Berkley Square. E lontano dai neon di Frieze, le luci diventano soffuse, l’ambiente chic e ovattato, il tempo scorre più lento. La Parigi, quella più chic snob, sembra essere di colpo a Mayfair. 63 sono le gallerie scelte per questa nona edizione, con 15 nuovi nomi che arricchiscono gli spazi dedicati agli interni, all’arte decorativa e all’arte moderna.
L’arte asiatica è presente quest’anno con la galleria del francese Alexis Renard, le arti decorative, in particolare la ceramica, trovano spazio negli stand di David Gill, Adrian Sassoon e Sevres. Sempre alto l’interesse per il modernariato italiano nelle gallerie 88, Gallerie du Passage, che quest’anno vince il premio come migliore stand insieme a Rose Uniacke, e ancora l’italiana Nilufar. Per la fotografia basta invece visitare il suggestivo stand di Michael Hoppen.
Non può certo venire a mancare a PAD il grande trend del momento, l’arte italiana dal secondo dopo guerra, e così le pareti dai colori tortora e nocciola si illuminano con le ben note tele monocrome di Bonalumi, Scheggi, Burri, Fontana negli spazi della galleria Tega, Robilant e Voena, Mazzoleni. Certo è che se lo spirito di questa fiera è mescolare arte, arredamento e design solo poche gallerie riescono nell’intento, gli stand delle gallerie italiane, ad esempio, sono classici stand da fiera. Fa eccezione Nilufar, con quello che forse è il più bello stand di tutta la fiera: le poltroncine di Giò Ponti, le librerie di Franco Albini e poi, inseriti con sapienza e eleganza, Bonalumi, Fontana o Castellani. Se poi si è storditi da tanta bellezza, per una sosta basta salire le scale e si arriva in nuovi elegantissimi spazi del Ruinart bar…

Barbara Martorelli

 

 

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  • Whitehouse Blog

    Osta ragazzi…tanta italia….bonalumi, fontana, burri. Tutti giovanissimi per l’Italia. Dopo il Forum di Prato mi rendo conto che il sistema italiano dell’arte è forse quello potenzialmente più evoluto: i veri artisti (e lo dico senza polemica) a Prato erano coloro che partecipavano al comitato promotore. Anche sulla scena internazionale l’opera sta assumendo un ruolo sempre più accessorio in favore di una definizione di artista che è già cambiata. In Italia siamo già oltre. Non a caso il nuovo rampollo della scena internazionale è il coooolissimo Danh Vo che compra pezzi archeologici e poi li modifica, inserendo così nella sua opera d’arte “valori sicuri”. Una sorta di mercatino dell’antiquariato strafigo e stracool con colonne romane, gingilli del 600 ecc ecc. Ancora “Giovani Indiana Jones”. Servirebbe almeno una consapevolezza e una reazione da coloro che si definiscono “artisti”.

    • Indipendente

      Caro Whitehouse e cosa dovremmo fare , prenderli a calci in culo? Ma da chi cominciamo? :)

      • Whitehouse

        Io avrei diverse cure già testate, ma il malato le rifiuta e fa finta di non vedere…

        • Indipendente

          Caro whitehouse, sei troppo buono : la malattia non si cura ma va combattuta e se é il caso ammazzata:)

          • Whitehouse Blog

            Ho imparato da auto-editarmi da solo :)

      • Caterina Porcellini

        Prima ancora che se lo chieda: sì, il suo commento è stato editato. Il suggerimento insito nella sua domanda era un po’ troppo “grafico”, per dirla all’inglese. :)