Le Grandi Navi da crociera minacciano Venezia? Problema risolto, basta farle attraccare a Trieste. Ecco la soluzione del ministro Franceschini: che ne pensate?

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Gianni Berengo Gardin, Una grande nave, vista da via Garibaldi, mentre passa davanti alla Riva dei  Sette Martiri, dopo aver lasciato il bacino San Marco, Venezia, aprile 2013  © Gianni Berengo Gardin-Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Gianni Berengo Gardin, Una grande nave, vista da via Garibaldi, mentre passa davanti alla Riva dei
Sette Martiri, dopo aver lasciato il bacino San Marco, Venezia, aprile 2013
© Gianni Berengo Gardin-Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Niente bacini periferici, niente nuovi canali, niente shuttle per i turisti. E chiudiamo tutte le polemiche, Brugnaro, Casson, Berengo Gardin, Celentano. La soluzione del problema delle Grandi Navi da crociera che minacciano Venezia transitando per il Bacino di San Marco c’è, ed è semplice ma decisamente radicale: basta spostarle a Trieste. È il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, che finora si era tenuto a distanza dalle polemiche sull’infuocato tema, a stupire tutti parlando – come riferisce Il Fatto Quotidiano – agli Stati generali del turismo sostenibile di Portici: “Il turismo delle grandi navi a Venezia ci andrà comunque, ma mi chiedo se non abbia più senso utilizzare come hub il Porto Vecchio di Trieste. Dobbiamo andare avanti anche a costo di scontentare qualcuno“.
Avete letto bene, Trieste. Distanza: 161 chilometri. In treno: 3 ore e 8 minuti. “A Trieste per il recupero del Porto Vecchio. Un’area bellissima che può diventare la porta d’Europa sul Mediterraneo“, ha twittato nei giorni scorsi Franceschini. Una follia? Una sparata surreale, tanto per dire di aver detto la propria? A ben vedere, la soluzione – in linea decisamente teorica – potrebbe avere le sue ragioni: del resto molte mete di crociere si appoggiano a scali anche lontani. E la scelta valorizzerebbe una zona straordinaria dell’Italia (Carso, Collio, Venezia Giulia, Trieste stessa). Ma il problema è come sempre l’Italia: la soluzione del ministro potrebbe essere valutata se per percorrere quei 161 km si impiegasse come nel resto del mondo 1 ora. Non 3 ore abbondanti. Qual è la vostra opinione?

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  • Sicuramente la reazione furibonda che oggi ha scatenato la proposta di Franceschini, da parte degli ambienti politici e imprenditoriali veneziani e veneti da Zaia a Zoppas ecc.. non porteranno a nessuna soluzione al problema delle grandi navi che continueranno tranquillamente a traghettare per la laguna e per Venezia, giustificandole con le solite repliche : Venezia non può permettersi la follia di rinunciare agli introiti che il turismo croceristico porta alla città e all’hinterland. Il solito ritornello che continuiamo purtroppo ad ascoltare impassibili da troppi anni quando si tratta di decidere di approvare grandi opere, di modificare piani regolatori per allargare aree edificabili, di approvare progetti di vario tipo dalla viabilità allo sfruttamento delle risorse combustibili, intanto il paese frana e dove non arriva la natura ci arriva sicuramente l’uomo a dare il colpo di grazia decisivo.

  • marco

    La riqualificazione della zona del porto vecchio faceva già parte del progetto presentato per la partecipazione all’expo verso il 2008. Il progetto era ambizioso e prevedeva una riqualificazione di una vasta zona in città ora abbandonata ma di alto valore storico e culturale per la città. Inoltre Trieste è già città turistica e si trova a non più di 1ora in treno da Mestre. Detto questo mi sembra fuori dal gregge questa proposta e piena di difficoltà perché sicuramente si vanno a ledere interessi politici veneti. Però ha un’idea di fondo forte e valida perché oltre a iniziare a salvaguardare un po’ Venezia, oltre a non prevedere nuovi lavori faraonici in un altro sito viene spostata l’attenzione verso una vicina e bella città. Ipotizziamo che il progetto passi, provate ad immaginare che comunque con saggi interventi Venezia stessa possa beneficiarne: Immagino un treno veloce anche tra Trieste e Venezia che in 30 minuti le congiunga. Mi immagino nuovi flussi dall’est Europa che visitano già ora facilmente Trieste e che potrebbero poi velocemente andare a Venezia, Verona bologna Milano etc. E’ questo che mi immagino che un ministro porti avanti…pensi al sistema, all’ambiente e alla riqualificazione piuttosto che agli interessi politici e a quelli locali solamente. Secondo me il turista che viaggia in crociera non troverà male questa soluzione!

  • Giuliano Brunello Zanitti

    Alto Adriatico e futuro
    del Comparto Crocieristico.

    Mi riesce molto arduo
    poter immaginare, che qualcuno possa realmente intravedere un grave pericolo
    per le economie Veneziane, se a Trieste per supportare un auspicabile incremento
    di detti Traffici si volessero in futuro razionalizzare ed ammodernare le
    vetuste attuali infrastrutture, che attualmente gestiscono il Comparto
    Crocieristico datate anni venti/trenta realizzando all’interno del Porto
    Vecchio una nuova infrastruttura in cui poter adeguatamente gestire le varie
    attività, poiché la Serenissima per le sue da tutti apprezzate e riconosciute notevoli
    bellezze e peculiarità e le sue indiscutibili ed irraggiungibili potenzialità
    per la gestione di questo Comparto “rimarrà comunque sempre la prima
    donna”.

    Brunello Zanitti Giuliano

    Immagini tratte dal mio
    Sito al capitolo Porto Vecchio http://sceltemancate.trieste.it

  • Elena

    Idea grandiosa che spero si riesca a portare avanti!

  • Cristiana Curti

    A parte la desolante questione dell’esiziale passaggio delle grandi schifezze in Bacino San Marco, il dato di 21.000.000 (ventuno milioni!) di turisti l’anno in Centro Storico da solo la dice tutta sulla disperazione dei residenti. Il collasso della Città è annunciato e, in verità, per chi vive a Venezia, è in corso. Alcuni affermano che siamo già a un punto di non ritorno. Non è possibile subire questa invasione e uscire indenni da una simile catastrofe.
    Qualsiasi soluzione che preveda uno spostamento degli interventi in laguna (costruzione di nuovi canali che comunque potrebbero ulteriormente danneggiare il già stremato ecosistema del luogo) è benedetta. Certamente, se neppure i diversi sindaci, che a parole si professano tutti interessatissimi alla salvaguardia della Città, vogliono intervenire, sarà arduo che questa idea che presenta spunti interessanti di sviluppo dell’alto Adriatico (come bene è già detto altrove) possa passare. Che dire? La speranza è l’ultima a morire. Forse, contrapponendo gli interessi economici di due Città (e Venezia non può certo lamentare la sua poca visibilità o la sua scarsa fortuna…) si potrebbe inserire il nuovo elemento della competizione che in politica potrebbe portare a nuovi equilibri.