Art Hub Carrara. Racconto dall’interno del summer camp

Chi ha detto che le residenze fanno bene solo agli artisti? Anche chi promuove l'arte, la cura, la valorizza avrebbe bisogno di vivere esperienze di residenza. Come quella da poco conclusasi a Carrara.

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Art Hub in visita alla Torre Fiat, Carrara 2015 - photo Andrea Ferrari

Art Hub in visita alla Torre Fiat, Carrara 2015 – photo Andrea Ferrari

Art Hub, l’incubatore per le professioni dell’arte, è nato da un’idea di Blitzart e Andrea Pugliese e realizzata con il sostegno del Comune di Carrara. Blitzart, sorta nel 2010 a seguito alla Biennale Internazionale di Scultura di Carrara, è vincitrice del bando regionale promosso dal Centro Pecci per Cantiere Toscana Contemporanea.
In una città come Carrara, famosa in tutto il mondo per l’algido materiale lapideo delle sue montagne, sono nobili le iniziative che tentano di mettere una tradizione secolare di arte e artigianato artistico al passo con i tempi.
La sfida di Art Hub Carrara, per questo primo anno di attività, tentava di coniugare degli strumenti teorici a esercitazioni “pratiche”: il Summer CAmP si rivolgeva a chi volesse approfondire tematiche inerenti alla progettazione culturale secondo un approccio fortemente metodologico, mirando a tradurre il sapere in un lavoro.
Alla call di Art Hub hanno risposto un centinaio di candidati: tra questi sono stati selezionati 25 partecipanti, provenienti per la gran parte dalla Toscana e dal Nord Italia.
Quattro giorni densi, trascorsi nel CAP – Centro di Arti Plastiche: non solo una grande professionalità, quella trasmessa dai docenti nell’iter formativo frontale, ma quasi all’unanimità una passione e una tenacia nel condividere con i presenti un metodo acquisito sulla base di una lunga esperienza sul campo. Tra queste, dal concetto di community, con Andrea Pugliese (consulente strategico in materia di programmazione di Fondi Europei) si è passati a trattare la fruibilità di risorse immateriali attraverso la tecnologia, al crowdfunding, fino ad affrontare le tecniche di storytelling.

Studi Nicoli, Carrara - photo Petra Cason

Studi Nicoli, Carrara – photo Petra Cason

Francesco Ferrari (economista approdato alla progettazione culturale) ha portato esempi di “buone pratiche” di adesione ai bandi europei, focalizzandosi sui ruoli dei soggetti coinvolti nella progettazione. Il tema della curatela è stato affrontato da Veronica Caciolli, la quale ha portato come casi studio le strutture organizzative delle mostre logisticamente più complesse delle quali si è occupata all’interno del Mart. Monica Zanfini ha gettato le basi per la gestione di un ufficio stampa, mentre Michele Trimarchi ha chiuso la sessione parlando di nuovi consumi culturali.
La parte laboratoriale, pensata con l’intento di sviluppare un’idea di progetto, partiva talvolta da richieste reali, mosse dai partner di Art Hub: il primo relativo alla creazione di un network europeo tra città con caratteristiche analoghe a Carrara, muovendo proposte culturali a partire dal patrimonio lapideo. Il secondo progetto riguardava la creazione di una piattaforma di interazione tra i cittadini di Carrara e i suoi potenziali visitatori, sì da far dialogare la città con nuovi interlocutori anche al di fuori dei limiti regionali. Un terzo ha riguardato la sfida di allargare il parco soci di Unicoop Tirreno attraverso attività artistiche partecipative. In ultimo un progetto che vede la didattica come strategia di comunicazione di un museo chiuso, nello specifico il Centro d’arte contemporanea Pecci di Prato.
Aspetti vincenti di Art Hub (che per il 2016 cerca uno spazio di coworking dove proseguire la propria attività) sono stati l’ottima organizzazione del corso e la competenza di tutor e docenti coinvolti. Fondamentale l’aspetto “residenziale” del progetto, per quest’anno limitato ai fuori sede, ma che sarebbe interessante allargare a tutti i partecipanti.

Michele Trimarchi al summer camp Art Hub Carrara, 2015 - photo Petra Cason

Michele Trimarchi al summer camp Art Hub Carrara, 2015 – photo Petra Cason

Si sono rivelati pochi quattro giorni, se si fosse voluta dare maggiore concretezza alle idee abbozzate durante i laboratori, ma certamente è stato un tempo sufficiente per costituire una rete trasversale di professionalità e attitudini anche molto diverse, che con ogni probabilità vedrà un seguito nelle forme più inattese.

Petra Cason

arthubcarrara.wordpress.com

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