Quel piccolo vuoto significativo. Una mostra da Eduardo Secci

Galleria Eduardo Secci, Firenze – fino all’8 agosto 2015. Quattro artisti, riuniti in Toscana da Gino Pisapia, riflettono sul vuoto. Quando dentro non c’è nulla, e a fare da riempitivo arriva lo spettatore.

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Mind the Gap - Eduardo Secci Contemporary, Firenze 2015 - Luca Pozzi

Mind the Gap – Eduardo Secci Contemporary, Firenze 2015 – Luca Pozzi

Mind the Gap è l’evocativo titolo che il curatore Gino Pisapia ha pensato per la mostra estiva alla Galleria Eduardo Secci nella sede di Firenze. Il rimando è all’avvertimento utilizzato per la prima volta nella metropolitana di Londra nel 1969 e da lì diffusosi in tutto il mondo.
Le opere dei quattro artisti presenti in mostra, seppur eterogenee, dialogano in maniera funzionale e costruttiva intorno al concetto di vuoto, inteso però non come assenza (ragionando aristotelicamente per sottrazione) ma come contenitore della forma stessa.
L’opera realizzata da Davide Allieri e posta in apertura della mostra è una grande teca aperta, una vera e propria architettura che, data l’assenza di vetri laterali, diventa involucro del vuoto stesso. Contrapposta a questa è l’opera di Luca Pozzi, presente con due lavori fotografici (Supersymmetric Partner / Convito in casa Levi Haeredes Pauli) nei quali l’artista riempie idealmente con la propria massa fisica quei vuoti creati tra i personaggi dipinti nelle cene del Veronese, ponendosi come anello di congiunzione tra il passato e il presente.

Mind the Gap - Eduardo Secci Contemporary, Firenze 2015 - Alexandros Papathanasiou

Mind the Gap – Eduardo Secci Contemporary, Firenze 2015 – Alexandros Papathanasiou

A cercare ancora un dialogo con il passato, questa volta più recente, è l’artista greco Alexandros Papathanasiou. Le sue opere (Still Waiting for a Spatial Concept II e Still Waiting for a Spatial Concept IV) vanno letteralmente a chiudere, o meglio cucire con ago e filo, lo spazio vuoto aperto da Lucio Fontana con i suoi tagli degli Anni Sessanta.
L’oggettività citazionistica lascia dunque il posto alla forte carica gestuale con cui l’artista blocca risolutivamente il vuoto misurabile dell’opera.
Chiude il percorso Tamara Repetto, che con Oniria sintetizza quanto presentato finora. Si tratta di un’installazione che, come altre dell’autrice, coinvolge lo spettatore in una dimensione multisensoriale: quattro elementi circolari sospesi, due in legno e due in plexiglas, sorreggono piccole casse audio, ventole e cialde olfattive che verranno attivate al passaggio dello spettatore, dunque solo quando questi andrà a occupare fisicamente lo spazio vuoto tra un cerchio e l’altro.
Il catalogo sarà presentato al finissage e sarà, giustamente, sotto vuoto.

Giovanna Batolo

Firenze // fino all’8 agosto 2015
Mind the Gap
a cura di Gino Pisapia
EDUARDO SECCI
Via Maggio 51r
055 283506
[email protected]
www.eduardosecci.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/45267/mind-the-gap/

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