Il Principe dei sogni. Gli arazzi di Pontormo e Bronzino

Palazzo Reale, Milano – fino al 23 agosto 2015. Per la prima volta dopo oltre cent’anni si riuniscono gli arazzi con le Storie di Giuseppe realizzati a metà Cinquecento su disegno di Bronzino e dei suoi compagni. Uno dei più significativi monumenti del manierismo italiano, diviso dal 1882 tra la sua sede originaria, Palazzo Vecchio a Firenze e il Quirinale.

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Convito di Giuseppe con i fratelli, 1550-1553, disegno e cartone di Agnolo Bronzino, atelier di Nicolas Karcher, Roma, Presidenza della Repubblica

Convito di Giuseppe con i fratelli, 1550-1553, disegno e cartone di Agnolo Bronzino, atelier di Nicolas Karcher, Roma, Presidenza della Repubblica

ARTISTI E TESSITORI
Uno dei massimi monumenti del Cinquecento toscano”: così Federico Zeri, lanciando strali inferociti dalle pagine de La Stampa contro le scellerate campagne di dispersione, vecchie e nuove, del patrimonio artistico italiano, giudicava gli arazzi con le Storie di Giuseppe realizzati tra il 1545 e il 1553, principalmente su disegni e cartoni di Bronzino (due si devono a Pontormo e uno a Salviati).
A tradurre i modelli in preziosissimi, giganteschi panni (sono alti più di cinque metri) – vanto dell’arazzeria medicea – furono, come da tradizione, due abili tessitori fiamminghi, i brussellesi Jan Rost e Nicolas Karcher.

GLI ARAZZI FINALMENTE RIUNITI
Commissionati per Palazzo Vecchio a Firenze, gli arazzi rimasero nella loro sede fino al 1882, quando per volere dei Savoia dieci pezzi furono inviati ad abbellire le stanze del Quirinale, dove ancora oggi si trovano. Allora nessuno gridò allo scandalo: la disgregazione e la dislocazione di raccolte di oggetti delle cosiddette “arti minori”, anche nel caso di nuclei così omogenei, era all’ordine del giorno.
Dopo oltre cent’anni, l’impegno congiunto della Presidenza della Repubblica Italiana e del Comune di Firenze, con il forte sostegno della Fondazione Bracco, ha permesso di riunire di nuovo questi strepitosi arazzi, freschi di restauro, in un’esposizione che da una prima tappa romana li vede ora apparire nel suggestivo scenario della Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, per poi permettergli di tornare, anche se per poco tempo, nella loro sede primaria a Firenze.

Incontro di Giuseppe con Giacobbe in Egitto, 1550-1553, disegno e cartone di Agnolo Bronzino, atelier di Nicolas Karcher, Firenze, Soprintendenza  Speciale PSAE e per il Polo Museale

Incontro di Giuseppe con Giacobbe in Egitto, 1550-1553, disegno e cartone di Agnolo Bronzino, atelier di Nicolas Karcher, Firenze, Soprintendenza Speciale PSAE e per il Polo Museale

GIUSEPPE, RE DEL PERDONO
La storia narrata è quella di Giuseppe, figlio prediletto di Giacobbe, detestato per gelosia dai fratelli, da questi venduto come schiavo in Egitto, dove, con le sue sole forze, riuscì a imporsi nella gerarchia dell’impero faraonico, perdonando infine i suoi fraterni aguzzini. Una storia amata dalla dinastia medicea, che si riconosceva nell’immagine di quest’eroe mite.
Il risultato è un trionfo inesorabile del disegno, nelle linee di corpi allungati oltre ogni ragione che si contorcono e risalgono in spirali, diagonali e composizioni piramidali: fiamme ardenti nel tempio della più matura e spericolata maniera del Cinquecento italiano.
Proprio mentre Vasari licenzia l’edizione torrentina delle Vite (1550), la prima storia dell’arte in senso compiuto, che da una specola fiorentina celebra l’importanza e la superiorità del disegno tra le arti.

Il Principe dei sogni - veduta della mostra presso Palazzo Reale, Milano 2015

Il Principe dei sogni – veduta della mostra presso Palazzo Reale, Milano 2015

UN CAPOLAVORO VEGETALE
Un vero capolavoro sono le bordure, ridondanti di sugose delizie dell’orto più generoso di Firenze: zucche e zucchine, cavoli e broccoli, lattuga e cipolle giganti; e poi frutta di ogni tipo, tra capitelli e basamenti modanati, mascheroni ed erme di sostegno, animali che si nascondono tra il fogliame.
Va immaginata così, scandita da questa illusionistica architettura vegetale, con strabiliante effetto mimetico, l’ampia sala di Palazzo Vecchio (oggi sede del consiglio comunale) dove si riuniva l’assemblea “de’ Dugento”, retaggio della repubblica fiorentina ridotto da Cosimo I a organo esecutivo della volontà del principe, che qui volle fare sfoggio di tutta la sua scintillante ricchezza.

Stefano Bruzzese

Milano // fino al 23 agosto 2015
Il Principe dei sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino
a cura di Louis Godart
PALAZZO REALE
Piazza Duomo 12

02 875672 / 06 3225380
www.comunicareorganizzando.it/mostra/1003/
www.comune.milano.it/palazzoreale/

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44246/il-principe-dei-sogni/

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