Arriva al Guggenheim di Bilbao la monumentale retrospettiva di Jeff Koons. Tante foto dalla preview della mostra che apre al pubblico questa settimana

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Jeff Koons, Museo Guggenheim, Bilbao 02

Apre al pubblico il 9 giugno la grande retrospettiva di Jeff Koons al Museo Guggenheim di Bilbao. Ed è una chiusura eloquente del tour iniziato al Whitney di New York (ultima mostra nella “vecchia” sede) e transitato al Pompidou. Se infatti l’edificio progettato nella capitale basca da Frank Gehry ha rappresentato, nel bene e nel male, una pietra miliare nell’architettura museale e in un certo modo di concepire l’arte come volano di sviluppo economico, il Puppy di Koons posto all’ingresso del museo ne è l’icona celeberrima. La retrospettiva è ordinata cronologicamente e comprende le serie più importanti realizzate dagli Anni Settanta (gli Inflatables) fino a Gazing Ball, serie iniziata nel 2013 e ancora in via di sviluppo. Il tutto allestito lungo tutto il secondo piano del museo e nella enorme sala 105 al ground floor. La curatela è firmata da Scott Rothkopf insieme a Lucía Aguirre, e naturalmente qualche piccola differenza emerge in questa versione basca. La più evidente, rispetto all’allestimento parigino, riguarda la serie Made in Heaven, qui molto meno “esplicita”. Da segnalare infine la grande disponibilità dell’artista, dalla lunga performance a uso dei fotografi alle risposte articolate ad almeno una ventina di domande durante la conferenza stampa. E alla questione su quanto abbia contato Larry Gagosian nel suo successo, Koons ha risposto lodando l’amico gallerista, ma sottolineando al contempo quanto sia stata fondamentale Ileana Sonnabend. Senza scomporsi di un millimetro per una domanda che voleva forse essere scomoda.

Marco Enrico Giacomelli

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