Sorpresa: Verybello ha un nome che fa schifo ma tecnicamente è impeccabile. Prova su strada del motore di ricerca culturale voluto da Franceschini

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Vi ricordate tutte le polemiche esplose all’indomani della presentazione di VeryBello, il website lanciato dal Mibact per creare una grande directory di tutti gli eventi presenti in Italia nel periodo dell’Expo, fornendone la geolocalizzazione e permettendo di condividere l’evento stesso sui social network? Domanda retorica: ve lo ricordate di certo, se non altro per la bufera attorno alla scelta del nome, approdata fino alle aule del Parlamento.
Ora ci siamo: Expo è iniziata, ed entra nel pieno dell’operatività anche questo strumento, pensato comunque per vivere anche una volta terminata la rassegna globale milanese. E allora noi siamo andati a dare un’occhiata: come funziona Verybello? Sono state risolte le criticità emerse subito dopo il lancio? E – lo ammettiamo, con sorpresa – constatiamo che funziona. Certo, permangono alcune scelte difficili da comprendere, come la sola lingua inglese (oltre all’italiano): perchè non pensare almeno allo spagnolo? O al tedesco? Resta l’obbiezione di carattere generale che una directory di queste dimensioni non potrà mai essere esaustiva, data la mole enorme dei temi affrontati: Festival, Cinema, Musica e Concerti, Teatro, Mostre, Danza, Feste Tradizionali, Itinerari Turistici, Libri, Bambini, Opera. E anche i testi esplicativi dei singoli eventi, risultano spesso talmente sommari da essere del tutto inutili (si vedano le tre righe generiche dedicate, ad esempio, alla Biennale di Venezia).
Eppure abbiamo verificato altri aspetti decisamente positivi. La realizzazione del sito è tecnicamente impeccabile: la cosiddetta “usabilità” della directory – quindi l’interazione e l’esperienza generale dell’utente – viene declinata in modo corretto e fluente sia da computer che da device, senza un eccessivo ricorso a framework che rallenterebbero le risposte; lo stesso motore di ricerca interno al sito assicura un orientamento essenziale ma efficace per navigare nella selva di eventi; si intuisce anche un lavoro di ottmizzazione dei server, per assicurarsi che attacchi mirati o subitanei picchi negli accessi non mandino il sito offline – come successo proprio alla presentazione.
Anche la presentazione delle iniziative al pubblico straniero è stata scritta in un inglese eccellente, in cui frasi articolate e vocaboli tecnici vengono sapientemente bilanciati da uno stile discorsivo eppure sintetico.
Cose adatte solo agli esperti? Forse sì, ma che in questa materia sono in grado di decretare il successo di un’iniziativa, o al contrario il fallimento. Il risultato, in ogni caso, dipenderà molto da quanto lo stesso MiBact crederà – e investirà, in termini di marketing digitale – sullo strumento: partito tardi rispetto ai – tantissimi! – concorrenti online, il portale difficilmente potrà attrarre traffico tramite posizionamento “naturale” sui motori di ricerca. A giudicare dall’account Twitter (@VeryBello), l’attività di promozione sui social network è sì partita, ma di certo non nei termini e nelle proporzioni che ci si aspetta per un progetto simile. Per il resto, buttateci un occhio anche voi, il link lo trovate qui sotto: se non fosse per quel nome…

www.verybello.it

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  • Sandro

    Fa talmente schifo che spacca, azzeccatissimo. Facciamo ammenda dai.