Asta Christie’s a Milano. Ancora ottime aggiudicazioni per l’arte italiana. Fontana vola a quasi 1,7 milioni di euro, Scheggi a 820 mila. Ecco tutti i risultati

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Lucio Fontana, Concetto Spaziale. Attese, 1960

Lucio Fontana, Concetto Spaziale. Attese, 1960

Da Palazzo Clerici di Milano arriva una nuova conferma del recente trend di mercato più che positivo dell’arte italiana del secondo dopoguerra. Ieri la evening sale di Christie’s dedicata all’arte moderna e contemporanea italiana è stata una serata da “guanti bianchi”, come si dice tra addetti ai lavori, la prima milanese. Tradotto: neanche un lotto invenduto. Tutte le 47 opere sono state battute per un totale di poco più di 18 milioni di euro.
Dalle fiere alle aste, Yves Klein, Lucio Fontana, Piero Manzoni, e ancora Agostino Bonalumi ed Enrico Castellani registrano ormai puntualmente cifre da capogiro: si pensi che, negli ultimi dieci anni, le quotazioni di Manzoni sono aumentate del 150 per cento, mentre quelle di Fontana addirittura del 260 per cento. Ed è proprio del maestro dello spazialismo, il top lot della scorsa serata milanese: si tratta di una tela bianca con taglio singolo centrale, dal titolo Concetto spaziale, Attesa del 1964-65, aggiudicato per 1,69 milioni di euro. Poco al di sotto è la cifra raggiunta da un altro Fontana del 1960 con quattro tagli su fondo celeste, mentre si attesta su 1,4 milioni il caminetto in ceramica e smalto realizzato da Fontana nel 1948. Ottimi risultati anche per Fausto Melotti e Paolo Scheggi: la sua Intersuperficie curva dal rosso del 1963, composta da tre tele sovrapposte, è stata venduta per 820 mila euro.
Il prossimo test per l’arte moderna e contemporanea nostrana sarà il 20 maggio da Sotheby’s. Sempre a Milano.

Marta Pettinau

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