Viaggio alla scoperta del passato. Con Flavio Favelli

La memoria e le cose. Flavio Favelli torna a Roma con una mostra tutta “personale”. Alla Galleria S.A.L.E.S, fino al 6 aprile. E come spunto, una fuga col padre all’Hotel San Giorgio.

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Flavio Favelli, Export, 2013

Flavio Favelli, Export, 2013

Da sempre ho dovuto vivere fra due mondi diversi”: così Flavio Favelli (Firenze, 1967; vive a Savigno) scrive in occasione della mostra personale da S.A.L.E.S, la terza in pochi anni. Favelli presenta le nuove opere e racconta la sua storia – una storia piena di contraddizioni, dubbi e rotture – cominciata con un’infanzia un po’ pop e un po’ borghese. L’artista raccoglie e seleziona gli oggetti più diversi, come una collezione di ceramiche antiche, vecchi mobili, disegni o lattine che poi trasforma in un grande collage ed espone al pubblico. Come un collezionista pieno di ricordi, Favelli si circonda di cose e ricostruisce il suo passato.
Nel ‘75 l’artista fa il suo primo viaggio a Roma e con il padre, di nascosto dalla madre, dormono all’Hotel San Giorgio, da cui il titolo della mostra. Quel viaggio è oggi un nuovo punto di partenza per ritrovare nella memoria l’esperienza autentica di una vita intera.

Michela Tornielli di Crestvolant

Roma // fino al 6 aprile 2013
Flavio Favelli – Hotel San Giorgio
GALLERIA S.A.L.E.S.
Via dei Querceti 4/5
06 77591122
[email protected]
www.galleriasales.it

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  • Anche se Favelli ha iniziato in tempi non sospetti, non se ne può più di artisti giovani e mid career che girano per mercatini dell’usato o smanettano nella soffitta di casa. Giovani Indiana Jones per una facile archeologia del passato. La rielaborazione del passato con codici modaioli (wikipedia+moussoscope) è una gabbia rassicurante che permette di fuggire da un presente che non si sa risolvere. Se Favelli è tra New Arcaic e intimismo, abbiamo la più gettonata Rossella Biscotti portabandiera degli “Story Story I lov yu” (scegliamo evento o luogo della storia più o meno recente, e lo formalizziamo in mille modi-moussocope).

    Smettiamola di masturbarci con il cassettone della nonna e della nonni genitori foundation. Fondazione che però paga e ha pagato questi giovani per continuare a stare in soffitta, e non pensare ad altro. Mi vengono in mente le politiche della Democrazia Cristiana (partito ufficiale della Nonni Genitori Foundation) che ragionando solo sul breve periodo hanno bruciato il futuro per le generazioni più giovani). Avanti pure…

  • greg

    criticare Favelli è come sparare sulla croce rossa, ormai nemmeno sua nonna ne può più!

  • il punto non è criticare Favelli come artista e persona (questa cosa in italia non è proprio comprensibile..siamo sempre tutti a Porta a porta) ma fare sponda sul suo lavoro per aiutare una riflessione critica più ampia, che travalica l’asfittico sistema dell’arte.

    Il lavoro di Favelli è significativo di una certa crisi generalizzata, del problema generazionale, di una sindrome arrendevole che prende molti..ecc ecc