E allora commissariateci tutti. Il governo non si accontenta del Maxxi e salta addosso pure alla Fondazione Valore-Italia, che invece di inaugurare l’esposizione sul design italiano vede arrivare un commissario

Il Colosseo Quadrato (foto la_febbra - flickr)
Complicato non ravvisare connessioni tra le due vicende. Quella della Fondazione Maxxi e quella della Fondazione Valore-Italia. Sulla prima abbiamo parlato a lungo nella scorsa settimana e proprio a giorni si attendono esiti (in queste ore il Maxxi consegna al Ministero dei Beni Culturali le proprie controdeduzioni); sulla seconda il caso è fresco di ore. Cosa è successo alla fondazione del Ministero dello Sviluppo economico presieduta da Massimo Arlecchino e diretta da Umberto Croppi, nata per promuovere il Made in Italy e far nascere un grande museo del design all’Eur?
È successo che la Fondazione è stata commissariata di botto. Senza neppure il preavviso (codificato dalla legge) che è stato concesso al Maxxi. E che, dunque, è stato già nominato un commissario con un nome e cognome che fanno specie perché a sostenere il design e il marchio-italia, Corrado Passera ha pensato bene di mandarci Carlo Malinconico; e si badi bene che non si tratta di un omonimo di quel Carlo Malinconico che dovette dimettersi da sottosegretario alla presidenza del Consiglio a gennaio dopo aver ammesso di essersi fatto pagare fior di vacanze all’Argentario dall’inaggettivabile imprenditore Francesco Piscicelli, no, nessuna omonimia: proprio lui in persona.
Ma cosa ha motivato l’azione del Ministero dello Sviluppo Economico? Occorre tornare al 2011 quando, a settembre, l’allora ministro Paolo Romani rinnova il consiglio di amministrazione nominando alcuni suoi uomini, i nuovi consiglieri tuttavia iniziano richieste di compensi e incarichi che la Fondazione non vuole e non può esaudire, il presidente Arlecchino racconta il disagio e lo stato di stallo al capo di gabinetto del Ministero il quale, invece di sostituire i consiglieri per consentire alla Fondazione di proseguire la sua attività, scioglie tutto e nomina il commissario straordinario. Con ogni probabilità il ministro Passera firma un atto illegittimo perché la Fondazione Valore-Italia può essere sciolta solo dal Prefetto, ma non è questo il punto: anche qui, il danno di immagine è fatto. Giusto martedì 24 la fondazione doveva essere a Milano per la firma di un importante protocollo d’intesa con una delegazione cinese, qualcuno dovrà spiegare ai cinesi come funzionano le cose in Italia…
La sensazione, dal Maxxi a Valore-Italia, è che gli apparati più sordidi dei ministeri abbiano dato l’assalto anche ai pochi spiccioli gestiti dalle fondazioni para-pubbliche di scopo. Peggio ancora se gestite bene e con oculatezza e dunque non foriere di regalìe, sprechi, incarichi e consulenze orientati alla clientela. I soldi sono pochi, i ministri non sono esperti della perversa macchina ministeriale e allora ci si butta anche sui 10 milioni l’anno del bilancio del Maxxi o sulla trentina di milioni degli appalti che la Fondazione Valore-Italia stava per lanciare con l’obbiettivo di inaugurare il grande museo del Made in Italy nel Colosseo Quadrato dell’Eur.




















In sintonia con gli slogan del Presidente del Consiglio dei Ministri gridiamo:
“BASTA ITALIA”.
Ma questo articolo è una Provocazione?
Ma perché non si vuole ammettere che la Politica è sempre stata nemica della Cultura, addossandole colpe inesistenti, solo perché la Cultura apre gli occhi alle persone, e a volte anche il cuore?
Ma è una costante storica nei momenti di crisi…
E tutto questo che succede ora, non è ancora niente.
La cosa migliore da fare è di Aspettarsi il Peggio, e mettersi il cuore in pace.
E la mia è l’opinione di un Ottimista che crede nella giustizia.
Pensare negativamente, è esattamente fare il gioco del nemico, se di un nemico poi si tratta; perché anche questo è tutto da dimostrare.
E’ un discorso fuorviante, o confuso?
Oggi pensavo che la maggior parte dei giornalisti od Opinionisti, sono come dei pastori di un gregge; lo conducono dove vogliono loro.
Dei pastori ubriachi.