Monumenti Aperti 2026. Torna la rassegna che racconta il patrimonio culturale italiano con tante visite gratuite
Compie 30 anni il progetto di educazione al patrimonio ideato a Cagliari nel 1997, e cresciuto in ambito nazionale come percorso diffuso che invita a scoprire i luoghi storici che ci circondano. L’edizione 2026, da aprile a novembre, apre 800 siti e monumenti in 18 regioni
Da trent’anni, l’iniziativa Monumenti Aperti accende i riflettori su un patrimonio collettivo diffuso, intercettando la storia d’Italia.
Cos’è il progetto Monumenti Aperti
Il progetto nasceva a Cagliari nel 1997, per iniziativa di cinque amici mossi dal desiderio di raccontare il proprio territorio, di renderlo accessibile, comprensibile, condiviso: “Una scommessa che possiamo lecitamente ritenere vinta” spiega ora Massimiliano Messina, presidente di Imago Mundi OdV, che coordina la rassegna “I prodromi più di trent’anni fa, fra il 1993 e il 1994, l’intuizione, la scintilla iniziale con la prima edizione cagliaritana, poi, con continuità nel tempo, l’evoluzione sempre più convinta”. Da allora, ha preso forma un percorso che in tre decenni ha coinvolto centinaia di Comuni e riaperto migliaia di monumenti, trasformando un’idea locale in una buona pratica nazionale, mantenendo al centro il valore sociale del patrimonio, con i monumenti che diventano strumenti di relazione e cittadinanza attiva. Fino a oggi, Monumenti Aperti ha realizzato oltre 4.241.000 visite guidate, grazie all’impegno di 175.700 studenti e 63.500 volontari, che hanno raccontato più di 2.863 monumenti in 210 Comuni. Ed Imago Mundi OdV fa parte, dal 2023, del SIT Alumni Network dell’European Investment Bank Institute, che riunisce i migliori imprenditori sociali europei.

L’edizione 2026 di Monumenti Aperti. I siti aperti
L’edizione 2026 è dedicata alla Generazione Monumenti Aperti, “perché tanti sono i giovani cresciuti con e dentro il nostro progetto, perché noi stessi siamo diventati grandi”. Dal 18 aprile fino all’8 novembre, l’iniziativa aprirà oltre 800 siti e monumenti distribuiti in 18 regioni, rendendoli accessibili gratuitamente al pubblico, guidato da professionisti esperti nella scoperta della loro storia, chiave di lettura dei territori in cui sono nati. Si parte, ad aprile, da Cagliari, per proseguire a maggio con un focus regionale sulla Sardegna. Nel frattempo il programma si amplierà al territorio nazionale, da Quiliano (Savona) a Pinerolo (Torino), alla Benevento preromana, alla cripta di Saint-Léger ad Aymavilles, uno dei beni religiosi più rilevanti dell’alta Valle d’Aosta, toccando anche Palermo e Perugia. Dopo la pausa estiva, gli appuntamenti riprenderanno in autunno, tra Gravellona Toce, Bellinzago Novarese, Torino, Ferrara, Latronico, Siracusa, Trieste, Cosenza, Montefano, Roma, Treviso, Venezia, Milano, Chieti, Bitonto, Campi Bisenzio. Spaziandodal Teatro Marrucino di Chieti al Museo di Arte Urbana sulle Migrazioni a Roma, dalla Palazzina Marfisa D’Este di Ferrara a Villa Rendano a Cosenza, alla Cappella dei Mercanti di Torino; a Cagliari si visiterà la Necropoli punica di Tuvixeddu, la più grande del Mediterraneo.

Accessibilità e inclusione per le visite al patrimonio culturale
In questo contesto sono maturate le iniziative che proiettano la missione di Monumenti Aperti verso la dimensione dell’inclusione: Cultura senza Barriere, con percorsi dedicati, servizi gratuiti e il coinvolgimento di persone con disabilità come guide volontarie, affiancato da una mappatura dei livelli di accessibilità dei monumenti; Monumenti in Musica & Spettacolo, che coinvolge scuole e realtà locali in performance artistiche e musicali, arricchendo le visite e trasformando il patrimonio in un’esperienza condivisa.
Il calendario delle visite si consulta sulla piattaforma online di Monumenti Aperti, che fornisce anche approfondimenti sui territori e le città coinvolte.
Livia Montagnoli
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