I Geoturisti. Ovvero un nuovo modo per viaggiare tra rocce e paesaggi
Sette geologi sparsi in tutta Italia raccontano in video le meraviglie geologiche del Paese. Il nuovo progetto divulgativo fondato da Stefano Farinelli unisce turismo lento e divulgazione scientifica per scoprire che alcune delle più straordinarie meraviglie naturali si nascondono dietro casa
“L’idea è nata dalla volontà di unire due mie passioni: quella del turismo lento, con bici, corsa, camminata, trekking, arrampicata, alla mia professione di geologo”, racconta Stefano Farinelli, divulgatore e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze. Da maggio scorso il suo progetto I Geoturisti ha preso forma: non il geologo che martella le rocce, ma un esperto che avvicina le persone alle scienze della Terra attraverso un linguaggio accessibile e uno strumento immediato come i video sui social.

Come nasce il progetto I Geoturisti
Farinelli non lavora da solo. Ha coinvolto al momento sette colleghi, geologi, ricercatori, guide ambientali, naturalisti, biologi, distribuiti da nord a sud della Penisola. “Hanno accettato questa proposta inizialmente un po’ sconosciuta di divulgazione attraverso Instagram e Facebook“, spiega. Non organizzano escursioni, almeno per il momento. “Il nostro obiettivo è diverso: suggerire luoghi, raccontare attraverso brevi audio-video le meraviglie geologiche accessibili a tutti, outdoor ma anche urbane”. Un nuovo modo di viaggiare per turisti consapevoli e desiderosi di nuove esperienze, quelli che amano muoversi in bicicletta o a piedi, senza cercare avventure estreme ma autentiche.

Dalle Balze ai vulcani, itinerari per guardare oltre
I suggerimenti di viaggio spaziano in tutto il Paese. Uno dei focus nel centro Italia sono le Balze del Valdarno. Si trovano tra le provincie di Arezzo e Firenze e sono considerate il Canyon toscano: “Si tratta di pinnacoli che si ergono verso il cielo, al lato della valle in cui scorre l’Arno, depositi ricchi di sedimenti fini o più grossi, come sabbie, limi, argille, ciottoli, che possiamo vedere grazie a fiumi e paleo-fiumi che scorrevano e confluivano in questa zona. Nel tempo questi si sono erosi e hanno lasciato guglie e pinnacoli che mostrano colori bellissimi, dal giallo all’arancio, fino all’ocra”. Le Balze, poi, sono collegate alla storia e alla cultura italiana, soprattutto a Leonardo da Vinci: “Si può dire sia stato il primo geologo. Si pensa che nello sfondo della Gioconda sia stato raffigurato proprio questo paesaggio”. Spostandosi al Sud, ci sono i vulcani delle Eolie: “L’isola di Vulcano è una delle più studiate, vale la pena salire sul cratere della Fossa per osservare le fumarole, emergenze gassose dei fluidi caratteristiche per l’odore e la spettacolarità quando si elevano in aria”. Mentre al Nord l’attenzione può andare sul Lago di Garda, “il più grande bacino naturale italiano di origine glaciale, che racconta la forza dei ghiacci che l’hanno scavato. Sul sentiero del Ponale, a Riva del Garda, che è ciclopedonale, si tocca con mano la roccia, quella che si getta a picco nel verde del lago”.

Geo-paesaggio, dove geologia e cultura si incontrano
Il progetto I Geoturisti non si limita alla roccia. Il racconto si allarga al geo-paesaggio, inteso come intreccio tra caratteristiche geologiche del territorio e i prodotti di enogastronomia locale. I vitigni vulcanici delle isole, il formaggio stagionato nelle grotte, il fagiolo zolfino toscano. “Guardando le rocce possiamo imparare molto sulla loro formazione ma anche sulla storia del nostro pianeta. È come leggere un libro“, conclude Farinelli. Un libro che sempre più viaggiatori scoprono di voler sfogliare, pagina dopo pagina, sentiero dopo sentiero.
Luisa Taliento
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati