Vince la favorita: Ancona nominata Capitale italiana della Cultura per il 2028

Il capoluogo marchigiano si aggiudica il titolo con un progetto capace di connettere l’anima storica e architettonica della città con la dimensione ambientale che la proietta verso il mare. Succederà all’Aquila, attualmente in carica, e a Pordenone, già designata per il 2027

Mentre L’Aquila, nel pieno del suo “mandato” da Capitale italiana della Cultura, sta dispiegando un ricco programma di iniziative, mostre e appuntamenti che si preannunciano di grande importanza simbolica per la città (si veda il ritorno della Visitazione di Raffaello da Madrid, oltre all’inatteso arrivo dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, assegnato alla custodia del MuNDA), con Pordenone pronta a raccogliere il testimone nel 2027, a Roma si decidono i giochi per il 2028.

Il valore del titolo di Capitale italiana della Cultura

Alla città vincitrice spetta il finanziamento di un milione di euro che il Ministero della Cultura stanzia per realizzare le iniziative previste e incluse nel dossier di candidatura. La giuria incaricata di consigliare il Ministro, presieduta da Davide Maria Desario, ha valutato nelle ultime settimane i programmi culturali delle dieci città finaliste rimaste a contendersi il titolo istituito nel 2014 dall’allora ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini (a seguito della nomina di Matera a Capitale europea della Cultura 2019): Anagni, Ancona, Catania, Colle di Val d’Elsa, Forlì, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia.

Ancona è la Capitale italiana della Cultura 2028

E in Sala Spadolini, alla presenza dei sindaci riuniti per la cerimonia di proclamazione ufficiale, Alessandro Giuli decreta ora la vittoria di Ancona, che sarà Capitale italiana della Cultura 2028 per decisione unanime della giuria. Il titolo torna, dunque, nelle Marche, dopo l’assegnazione del riconoscimento a Pesaro nel 2024. A Desario, prima dell’annuncio, il compito di ricordare la grande qualità di tutti i dossier finalisti, oltre al crescente successo dell’iniziativa: “Quest’anno si sono candidate ben 23 città, la qualità dei dossier è sostanzialmente cresciuta, le dieci città finaliste hanno dimostrato visione, capacità manageriali e di valorizzazione delle ricchezze del territorio. Il nostro compito è stato difficilissimo”. Mentre il Ministro, stando sul significato dell’operazione, sottolinea come “siamo idealmente tutti parte di un’avventura che continua nel tempo a generare sempre maggior interesse da parte delle istituzioni, dei cittadini e di chi nella cultura vede un’occasione per riappropriarsi di uno spazio vitale. In questo processo, armonia e mobilitazione di energie sono fondamentali per rendere efficace un progetto degno di rappresentare una città come cantiere culturale”.

Ancona Capitale italiana della Cultura 2028. La motivazione

Ancona, si legge nella motivazione della giuria, ha presentato “un modello di valorizzazione culturale solido e coerente capace di coniugare identità e apertura internazionale, in una visione che prevede rigenerazione e inclusione, con un programma di eventi solido e interdisciplinare capace di attrarre un pubblico ampio e diversificato. La strategia di investimento appare coerente con un impatto significativo sul tessuto socio- economico e rilevante è l’attenzione alla dimensione europea e mediterranea che rafforza il posizionamento del progetto, così come il coinvolgimento attivo di enti territoriali e dei giovani, considerati come protagonisti dei processi culturali. Il dossier soddisfa pienamente gli indicatori del bando ponendosi come modello di progettazione culturale innovativa e condivisa”.

Un emozionato Daniele Silvetti, Sindaco di Ancona, accoglie la proclamazione evidenziando il percorso fatto per raggiungere il risultato: “Questo è un obiettivo molto importante per la comunità, per la città e per la regione. È stato fatto un lavoro importante, so quanta intensità ci si metta per comporre un dossier competitivo ma anche originale, che riesca a far percepire il tessuto socio-culturale. Noi abbiamo cercato di rendere armonioso il rapporto tra l’identità archeologica e architettonica di Ancona e quella ambientale”. Compiaciuto anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli: “Il titolo di Capitale italiana della cultura, che torna nelle Marche per la seconda volta dopo Pesaro 2024, testimonia l’enorme potenziale della nostra regione e la grandezza di un patrimonio che vuole farsi scoprire dall’Italia e dal mondo intero. La Regione Marche ha sostenuto con convinzione la candidatura di Ancona, che ha saputo valorizzare la propria identità e l’eredità della sua storia millenaria traducendole in una visione contemporanea e proiettata al futuro”.

Il dossier di Ancona Capitale italiana della Cultura 2028

Il capoluogo marchigiano ha centrato l’obiettivo con il dossier Ancona. Questo Adesso, articolato in quattro macroaree progettuali mirate alla trasformazione urbana: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco e Mare Culturale. Un programma che si compone di oltre ottanta progetti strategici, originali e site specific, connessi alla morfologia naturale del territorio e firmati da importanti nomi della cultura italiana e internazionale, tra cui il premio Oscar Dante Ferretti, il regista Abel Ferrara, gli studiosi e curatori Francesco de Melis, Enrico Maria Dal Pozzolo, Gabriele Simongini, Gabriele Tinti e gli artisti Dardust e Quiet Ensemble.
Ora inizia il lungo percorso per realizzarli.

Livia Montagnoli

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati