Ad Arles riapre il Grand Hotel Nord-Pinus: luogo d’incontro di artisti, scrittori e grandi toreador

L’hotel più amato dagli artisti e intellettuali del Novecento riapre nella cittadina francese, rinnovato dall’artista Duro Olowu, grazie all’attuale proprietaria Maja Hoffmann, fondatrice di LUMA Arles

Il Grand Hotel Nord-Pinus di Arles è passato il mondo. Dall’imperatore Napoleone III – ospite di questo hôtel particulier prima che venisse trasformato in albergo nel 1875a Henry James e Francis Scott Fitzgerald. Oltre a una schiera di artisti, scrittori, attori, toreador che hanno reso il Nord-Pinus, affacciato su una delle piazze più belle della città provenzale, un luogo di culto alla metà del XX secolo.

Arles, Hotel Nord-Pinus. Ristorante Le Comptoir. Ph: Oskar Proctor
Arles, Hotel Nord-Pinus. Ristorante Le Comptoir. Ph: Oskar Proctor

La piazza famosa davanti al Nord-Pinus dipinta da Van Gogh

Siamo in place du Forum, quella immortalata nel 1888 in un celebre dipinto di Vincent Van Gogh, Terrazza del caffè, la sera. La piazza racchiude l’anima più vera del sud della Francia: ci sono i platani, i tavolini dei caffè all’aperto e la statua di Frédéric Mistral campeggia davanti all’ingresso. Un enfant du pays famoso, lo stilista Christian Lacroix, ha raccontato una volta che “l’Hotel Nord-Pinus ha svolto un ruolo importante nella memoria collettiva degli Arlesiani e per me bambino, era il tempio dei vacanzieri, della vita di società e, soprattutto, dei protagonisti della corrida”. Non è un caso che il couturier francese abbia aperto la sua prima boutique proprio all’interno di uno spazio mitizzato fin dall’infanzia.

L’hotel è stato il luogo prediletto di Picasso, grande appassionato di corride, e fra i suoi ospiti può vantare Cocteau, Kerouac, Hemingway, Boris Vian, Maria Callas, Yves Montand. Luis Miguel Dominguín e Antonio Ordóñez, due fra i più famosi toreador che venivano ad esibirsi nell’Arena romana all’epoca d’oro delle Ferias, avevano l’abitudine di prenotare la camera n° 10. L’elenco degli ospiti potrebbe essere infinito, ma merita sottolineare che il Nord-Pinus è stato lo scenario per scatti celebri della storia della fotografia. Nel 1973 Helmut Newton immortala Charlotte Rampling nella “matador suite” per America Vogue e due decenni più tardi Peter Lindbergh inviato da Vogue si innamora di Anne Igou, allora proprietaria dell’hotel.

L’impegno di Maja Hoffmann per dare nuovo appeal al Nord-Pinus

La storia attuale del Nord-Pinus la sta invece scrivendo Maja Hoffmann, la fondatrice di LUMA Arles e protagonista di altre iniziative che hanno riportato la città provenzale al centro della scena artistica internazionale. L’attuale proprietaria, consapevole che l’hotel avesse bisogno di essere rinnovato, ha affidato il completo restyling allo stilista anglo-nigeriano Duro Olowu (Lagos, 1965). Il Nord-Pinus, che ha riaperto a fine 2025, è il suo primo progetto alberghiero, anche se è un indirizzo che conosce benissimo avendolo frequentato regolarmente per una quindicina d’anni. Per Olowu, cambiare il volto degli interni dell’hotel è stato qualcosa di simile a un’opera d’arte totale”, in cui ogni dettaglio, dai mobili su misura ai tessuti ispirati alla sua collezione personale, riflette un approccio sensibile e cosmopolita. Per le tende, i rivestimenti delle sedie e dei divani si è ispirato al suo archivio di tessuti dell’Africa Occidentale.

Un tocco “Afro-check” lo ha definito Olowu, premiato come New Designer of the Year ai British Fashion Awards 2005, curatore di esposizioni al Cooper Hewitt Smithsonian Design Museum di New York, al Museum of Contemporary Art di Chicago e conosciuto per lo stile esuberante dei suoi capi.

Un restauro attento a mantenere l’atmosfera di uno storico hotel

Mettere mano a un edificio che risale al XVIII Secolo e che nella sua facciata ingloba colonne dell’antico foro romano era un’operazione delicata. Se gli esterni non potevano che subire minimi interventi, per gli interni si è preferito enfatizzare quell’aura di cosmopolitismo che ha sempre contraddistinto l’albergo. Le 25 camere hanno ognuna un proprio carattere, con mobili su misura, tessuti e colori diversi. Le applique arrivano da Murano, mentre i bagni sono decorati con piastrelle locali in ceramica tagliate a mano che evocano i cieli stellati di Van Gogh. All’ultimo piano l’appartamento con terrazza privata domina, al livello della cima dei platani, la storica piazza.

Il Nord-Pinus di Arles riapre al passo con i tempi senza perdere la storica atmosfera

Maja Hoffmann che sta contribuendo a conservare l’identità della città attraverso la rete delle Maisons d’Arles (l’Hotel L’Arlatan, l’Hotel du Cloître, Hotel du Parc) aveva ben chiaro che il Nord-Pinus doveva stare al passo con i tempi, senza perdere quella inimitabile atmosfera “che chi non è stato qui, non può conoscere”.

Strati di vecchie carte da parati sono stati rimossi e si sono messi in valore gli elementi risalenti all’edificio del Settecento, come la bella scala interna con le ringhiere in ferro battuto. Il bar Le Cintra che si scopre dietro la hall ha uno zinc, il bancone ricoperto di zinco, che è la replica di quello originale, mentre il ristorante Le Comptoir è ora affidato al bravo chef italiano Antonio Altamura. Arrivato per la prima volta ad Arles nel 2022 per uno stage al Drum Café de la Tour nel Parc des Ateliers LUMA ha ora le chiavi della cucina del Nord-Pinus dove propone piatti in cui le sue radici italiane si fondono con i prodotti locali della Camargue e della Provenza.

Dario Bragaglia

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Dario Bragaglia

Dario Bragaglia

Dario Bragaglia si è laureato con Gianni Rondolino in Storia e critica del cinema con una tesi sul rapporto fra Dashiell Hammett e Raymond Chandler e gli studios hollywoodiani. Dal 2000 al 2020 è stato Responsabile delle acquisizioni documentarie e…

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