Guida ai Palazzi dei Rolli di Genova patrimonio Unesco

Genova possiede un patrimonio storico-artistico di grande importanza, ammirabile tanto nei musei e nelle chiese, quanto negli storici Palazzi dei Rolli, che ogni anno aprono le loro porte durante i “Rolli Days”

I Palazzi dei Rolli di Genova sono dimore signorili appartenute alle più importanti famiglie della città e, da luglio 2006, sono iscritti nella celebre lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Ma cosa vuol dire “rolli”? Significa essenzialmente “elenchi”, suddivisi in diversi livelli, i cosiddetti “bussoli” che riguardavano la grandezza, la suntuosità, lo status dell’ospite e il livello socio-economico del proprietario. A Genova i “rolli” furono costituiti nella seconda metà del Cinquecento su iniziativa del Senato della Repubblica così da poter essere sorteggiati e ospitare le visite di Stato. Contraddistinti da una composizione ben precisa – atrio, cortile, scalone ‒ e da ricchissime decorazioni realizzate ad affresco, i Palazzi dei Rolli di Genova presentano ciascuno una peculiarità diversa. Ecco una guida ai più importanti.

Valentina Muzi

1. PALAZZO DI ANTONIO DORIA

Genova, Palazzo Doria Spinola. Photo SBucciero. Courtesy Comune di Genova

Il Palazzo di Antonio Doria è oggi sede degli uffici della Prefettura e della Città Metropolitana. Contraddistinto da un cortile rinascimentale a pianta quadrata, su cui si sovrappone la galleria loggiata, lo stabile firmato da Bernardino Cantone –architetto camerale della Repubblica dal 1546 ‒ vanta raffinate decorazioni a stucchi e ad affresco. Gli affreschi della loggia superiore restituiscono un ritratto veritiero degli interessi del committente, il grande stratega della Corona spagnola, l’ammiraglio Antonio Doria (l’immobile poi passò nelle mani dei Spinola, che lo terranno sino al XX secolo) molto attento alle “ultime novità” artistiche, realizzate dai fratelli Aurelio e Felice Calvi. La loggia venne costruita nel XVII secolo da Bartolomeo Bianchi e affrescata da Giovanni Battista Carlone, ma a oggi non ne abbiamo alcuna testimonianza poiché venne demolita nel 1877. Infine, l’interno si anima con le opere di Lazzaro e Pantaleo Calvi, e include le due sale dedicate ad Apollo che saetta i Greci alle porte di Troia e a Ercole in lotta con le Amazzoni, realizzate da Giovanni Cambiaso e dal figlio Luca, il quale rielaborò le rappresentazioni annettendovi elementi della scuola michelangiolesca.

Largo Lanfranco 1
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2. PALAZZO STEFANO BALBI – MUSEO DI PALAZZO REALE

Museo di Palazzo Reale esterno Foto Comune di Genova

Palazzo Stefano Balbi, o meglio, Palazzo Reale è da annoverare tra i Palazzi dei Rolli di Genova da vedere. Sito all’interno di una cornice sei-settecentesca, comprende sia la storica dimora che il giardino, oltre che la ricca Pinacoteca: la Galleria di Palazzo Reale. Il cantiere per la realizzazione dell’immobile si aprì per volere di Stefano Balbi, “coordinatore” di pianificazione e costruzione dell’apertura della Strada dei Signori Balbi, e i lavori vennero eseguiti dagli architetti Pier Francesco Cantone, Michele Moncino e Angelo Falcone. Nel 1679 la famiglia Balbi vendette il palazzo alla famiglia Durazzo che ampliò l’immobile, adeguandosi al terreno ed estendendo la terrazza in direzione del mare. La trasformazione dell’edificio vede la firma indelebile di Carlo Fontana, che grazie ai suoi interventi al portale, all’atrio e agli scaloni ‒nonché l’aggiunta del cortile e del giardino pensile ‒ ne ridisegnò l’aspetto.
Nel 1842 l’immobile passò nelle mani dei Savoia, i quali lo trasformarono in una residenza ufficiale, per poi diventare di proprietà dello Stato. L’arredo oggi è un esempio illustre e tangibile delle grandi maestranze genovesi, piemontesi e francesi della metà del XVII secolo, giungendo fino agli albori del XX secolo. Anche la pinacoteca custodisce grandi opere d’arte, ammirabili passeggiando per le diverse sale, quali La fama dei Balbi di Valerio Castello e Andrea Seghizzi, La primavera che spinge lontano l’inverno di Angelo Michele Colonna e Agostino Mitelli e Giove e la giustizia di Giovanni Battista Carlone. Assieme a loro anche Bernardo Strozzi, il Grechetto, Maria Giovanna Battista Clementi, detta la Clementina, Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio, ma anche Luca Giordano e Anton van Dyck.

Via Balbi 10
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3. PALAZZO ROSSO

Palazzo Rosso foto Comune di Genova

Progettato tra il 1617 e il 1677 da Pietro Antonio Corradi, il Palazzo di Francesco e Ridolfo Brignole Sale – conosciuto anche come Palazzo Rosso ‒ è uno dei Palazzi dei Rolli di Genova da non perdere. Nella prima fase (1687) gli interventi decorativi furono firmati dai principali protagonisti del Barocco genovese, vale a dire Domenico Piola, assieme al figlio Paolo Gerolamo, Gregorio De Ferrari; mentre la seconda parte (1691) venne compiuta da Giovanni Andrea Carlone, Carlo Antonio Tavella e Domenico Guidobono, coadiuvati da stuccatori e quadraturisti professionisti, realizzando un’opera d’arte totale. Della prima fase, purtroppo, il Mito di Fetone di Gregorio De Ferrari e la collaborazione dei quadraturisti bolognesi Gio.Enrico e Antonio Haffner, si perse a causa dei bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale; ma rimangono visibili i quattro salotti di levante decorati da Piola e da Gregorio con le allegorie delle stagioni, chiudendo poi con la preziosa Loggia delle Rovine. Si passa poi ai salotti di ponente tra miti e storie resi con gran raffinatezza ed eleganza. Per tutto il Settecento e gran parte dell’Ottocento vennero fatti dei lavori di ampliamento della dimora, grazie ai quali è stato possibile realizzare tre nuovi appartamenti e sale rinnovate secondo il gusto del tempo. La proprietà dell’immobile rimase alla famiglia Brignole Sale fino al 1874, anno in cui la duchessa di Galliera, Maria Brignole De Ferrari, decise di donare il palazzo alla città di Genova, insieme a tutte le opere d’arte custodite nella collezione. Ma quali sono i capolavori che attualmente dimorano nella ricca Pinacoteca? La collezione comprende i ritratti fiamminghi nonché opere firmate da Guido Reni, Guercino, Mattia Preti, Bernardo Strozzi e tavole venete del XVI secolo, come quella di Palma il Vecchio e del Veronese.

Via Garibaldi 18
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4. PALAZZO LUCA GRIMALDI – PALAZZO BIANCO

Jan Roos, Natura morta di frutta Genova, Musei di Strada Nuova, Palazzo Bianco

Tra i Palazzi dei Rolli di Genova vi era la dimora di Luca Grimaldi – da cui prende il nome ‒, membro di una delle famiglie più importanti della città, costruito tra il 1530 e il 1540 e che tradizionalmente ha l’appellativo di Palazzo Bianco. Nel 1711 l’immobile passò nelle mani di Maria Durazzo Brignole Sale che lo fece interamente ristrutturare dall’architetto Giacomo Viano, il quale si basò sui modelli cinquecenteschi. Come per Palazzo Rosso, anche il Palazzo Bianco venne donato alla città alla morte della sua proprietaria, la duchessa di Galliera Maria Brignole Sale De Ferrari, assieme a tutte le sue collezioni d’arte.
La disposizione delle opere d’arte nelle diverse sale deriva dal riordino realizzato nei primi anni del Novecento da Gaetano Poggi. Successivamente, con l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale, l’edificio fu gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1942, ma fu ricostruito velocemente tenendo fede alle sue forme settecentesche, riaprendo al pubblico nel 1950 con una mostra dedicata al pittore Alessandro Magnasco e con un allestimento del tutto rinnovato a cura di Franco Albini e della nuova direttrice dell’Ufficio Belle Arti e Storia, Caterina Marcenaro. La pinacoteca interna, regala invece una panoramica della pittura europea, passando dal Cinquecento al Settecento, con una grande prevalenza di artisti genovesi, fiamminghi, francesi e spagnoli. Fra i grandi nomi ritroviamo Pieter Paul Rubens, Anton van Dyck, Gerard David, Bartolomè Esteban Murillo, Jose de Rivera, Simon Vouet, Bernardo Strozzi, Domenico Piola e il Grechetto.

Via Garibaldi 11
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5. PALAZZO NICOLÒ GRIMALDI – PALAZZO DORIA-TURSI

Palazzo Tursi, Loggiato superiore (c) studio Leoni Genova

Costruito anch’esso nel Cinquecento per Nicolò Grimaldi, conosciuto anche come “il Monarca” per le sue straordinarie ricchezze, il Palazzo Doria-Tursi fa parte del ricco ventaglio di prestigiosi immobili dei Rolli di Genova. La sua maestosità è indiscutibile, e la sua facciata si caratterizza con l’alternanza cromatica derivata dai diversi materiali di utilizzo, ovvero la pietra di Finale, ed il bianco del marmo di Carrara. Le paraste rustiche vennero sostituite con quelle doriche ed i mascheroni -dalle fattezze animali- sormontavano le finestre di entrambi i piani del palazzo. Il portone era incoronato con lo stemma della città di Genova e, grazie alla geniale e inedita soluzione architettonica, tutti gli elementi del complesso gli conferivano un dinamismo particolare, creando un vorticoso gioco di luci e di ombre. Collegato all’adiacente Palazzo Bianco, questo edificio fa parte del polo museale genovese e ospita le ultime sale della galleria del museo con le pitture di artisti locali del XVII e del XVIII secolo, nonché la Maddalena penitente di Canova, la collezione di numismatica e quella di ceramiche del comune di Genova. Nella Sala Paganiniana sono conservati il violino costruito dal liutaio italiano, Bartolomeo Giuseppe Antonio Guarneri e appartenuto a Niccolò Paganini, la copia del violino costruita dal liutaio francese Jean-Baptiste Vuillaum, a Parigi 1834 sempre per il noto – e maledetto – violinista, assieme a molti altri cimeli.

Via Garibaldi 9
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6. PALAZZO NICOLOSIO LOMELLINO

Palazzo Nicolosio Lomellino

A costruire il Palazzo Nicolosio Lomellino fu l’architetto lombardo Giovanni Battista Castello, detto il Bergamasco, che con il suo stile inconfondibile ha adornato la facciata con suggestioni pittorico-allusive, rendendo Palazzo Lomellini uno dei Palazzi dei Rolli di Genova da non perdere. I due salotti del piano nobile vennero affrescati da Giacomo Antonio Boni e Domenico Parodi, mentre a firmare la decorazione a stucco fu Lorenzo De Ferrari. Di Tommaso Aldovrandini era la decorazione di un altro grande ambiente, un altro salone, arricchito da un susseguirsi di tele raffiguranti le Storie di Diana realizzate da Marcantonio Franceschini. Tra le “gemme” storico-artistiche incastonate nel palazzo vi è anche un sensazionale ritrovamento, un ciclo di affreschi di Bernardo Strozzi dipinto tra il 1623 e il 1624, occultato per via di una lite con il suo committente, Luigi Centurione. Secondo un carteggio ufficiale, le pitture vennero coperte da uno importante strato di intonaco e da un controsoffitto nel salone centrale. Nel 2002 al di sotto di questo, comparvero le vecchie cromie ancora vivide e vibranti, facendo emergere l’Allegoria della Fede, e poi l’Astrologia assieme a frammenti della Navigazione e Tritoni.

Via Garibaldi 7
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7. PALAZZO TOBIA PALLAVICINO – CAMERA DI COMMERCIO

Palazzo Tobia Pallavicino, Genova

La Camera di Commercio di Genova è ospitata all’interno dell’edificio cinquecentesco costruito per Tobia Pallavicino, opera sempre del Bergamasco, ovvero Giovanni Battista Castello, che collabora con altri lombardi attivi nel cantiere, quali Bartolomeo Riccio, Domenico Solari e Antonio Roderio. Questo è uno dei tanti e prestigiosi Palazzi dei Rolli di Genova che mantenne la sua struttura originaria fino al XVIII secolo, ovvero fin quando non subì delle trasformazioni importanti passando di proprietà alla famiglia Carrega nel 1704. La galleria dorata che chiude la struttura settecentesca dell’edificio è da intendersi come uno dei più alti esempi del gusto Rococò a Genova, ideata proprio da De Ferrari, seguendo un progetto unitario che fonde stucchi dorati, specchi e affreschi.

Via Garibaldi 4
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8. PALAZZO FRANCESCO GRIMALDI – GALLERIA NAZIONALE DI PALAZZO SPINOLA

Gallerie Nazionali di Palazzo Spinola, Genova, galleria degli specchi

Il Palazzo Francesco Grimaldi è il protagonista dell’unica compravendita nella storia del manufatto, perché la compravendita interrompe una successione di passaggi di proprietà fra le più importanti famiglie genovesi avvenuti sempre per via ereditaria. In questo caso, la catena si interruppe per cedere l’immobile ad Ansaldo Pallavicini. Quest’ultimo lo rinnovò da un punto di vista architettonico e diede un notevole slancio alla collezione d’arte arricchendola con le opere di Anton van Dyck, Domenico Fiasella, Carlone, il Grechetto, Giulio Cesare Procaccini e Bernardo Strozzi. Inserito nel variegato ventaglio dei Palazzi dei Rolli di Genova, il Palazzo di Francesco Grimaldi ospita attualmente la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola. Quest’ultimo ospita straordinarie opere provenienti proprio dalla collezione Spinola, come quelle di Giovanni Pisano, Antonello da Messina e Rubens.
L’immobile incarnava tutti i caratteri identificativi dello stile genovese tardo cinquecentesco, visibile a occhio nudo dall’atrio – scala, cortile interno e nel loggiato. Al suo interno, gli affreschi di Lazzaro Tavarone animavano le pareti del salone al primo piano, glorificando la dinastia Grimaldi. Mentre, con l’arrivo di Ansaldo Pallavicini (nel 1650) e con i suoi lavori di ammodernamento dello stabile, decise di costruire anche la galleria – ovvero, l’odierna Galleria degli Specchi ‒ che riusciva a unire le due ali del Palazzo cinquecentesco e quando Maddalena Doria – moglie di Nicolò Spinola ‒ rinnovò l’immobile nel 1714 decise di renderla una piccola “Galerie des Glaces” in pieno stile francese. Purtroppo, con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, venne gravemente danneggiato dai bombardamenti e, successivamente, venne donato dai marchesi Spinola allo Stato.

Piazza di Pellicceria 1
https://www.rolliestradenuove.it/rollo/36-palazzo-di-francesco-grimaldi/

9. PALAZZO DI GIACOMO E PANTALEO BALBI

Palazzo Balbi Senarega

Il Palazzo dei Rolli di Genova di Giacomo e Pantaleo Balbi venne costruito intorno al 1618, per volere dei due fratelli. Ma chi porta la firma di questo importante progetto architettonico? Ritroviamo la sapiente mano di Bartolomeo Bianco, “regista” del segmento stradale e protagonista della resa spaziale dei palazzi che si affacciavano proprio su Via Balbi. L’immobile venne poi ereditato dal figlio di Giacomo Balbi, ovvero Francesco Maria, sotto il quale venne rivisto e trasformato l’intero complesso edilizio grazie a Pietro Antionio Corradi, nel 1645. Quest’ultimo, assieme allo stuccatore lombardo Giovanni Battista Barberini che realizzò una serie di statue per animare il ninfeo e che narravano la vicenda di Plutone e Proserpina, rinnovò il Palazzo e tutti i suoi elementi. Tra gli artisti chiamati per realizzare le decorazioni ritroviamo Valerio Castello con il mito del Ratto di Proserpina, e della Caduta di Fetonte. Ma il cuore pulsante dell’appartamento si trova nel grande salone affrescato sempre da Valerio Castello con Il carro del Tempo attorno al quale si “aprono” diversi salotti, ovvero quelli dove erano raccontati i miti di Leda e il cigno e Pace, Allegrezza e Abbondanza, e quelli raffiguranti Giove tra le Arti e Apollo e le Muse, marcando “il passaggio del testimone” della decorazione a Domenico Piola, seguito poi dal genero Gregorio De Ferrari nelle volte dei salotti dedicati a Zefiro e Flora e all’Apoteosi di Ercole. Infine, De Ferrari firmò anche le pitture della Galleria dei Trionfi d’amore, la Verità innalzata dal Tempo, Diana ed Endimione e Il Ratto di Europa.

Via Balbi 4
https://www.rolliestradenuove.it/rollo/28-palazzo-di-giacomo-e-pantaleo-balbi/

 

10. PALAZZO SPINOLA ANGELO GIOVANNI ‒ DEUTSCHE BANK

Palazzo Angelo Giovanni Spinola, Genova. Photo Postcrosser CC BY SA 4.0 via Wikipedia

Ci troviamo ancora in Via Garibaldi, nel centro storico del capoluogo ligure, dove si erge il prestigioso Palazzo di Angelo Giovanni Spinola, iscritto nella prestigiosa lista dei Palazzo dei Rolli di Genova, sede sin dagli albori del XX secolo di istituti bancari, e attualmente ad essere ospitata è la Deutsche Bank. La sua storia? A volerlo durante la prima metà del Cinquecento fu l’ambasciatore della Repubblica di Genova nonché banchiere del Re, Angelo Giovanni Spinola di Luccoli, da cui prende il nome l’immobile. A completare l’opera di costruzione fu il figlio Giulio, a cui si devono i lavori per poter ampliare il cortile ed il giardino, progettato dall’architetto Bernardino Cantone da Cabbio. Gli artisti chiamati ad operare le diverse e fastose decorazioni ad affresco furono, i fratelli Calvi che celebrarono i committenti, per poi passare alle “grottesche” di Andrea Semino – il quale restituisce in un affresco una rappresentazione veritiera del palazzo alle sue origini ‒, Bernardo Castello e di Lazzaro Tavarone

Via Garibaldi 5
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11. PALAZZO GRIMALDI GEROLAMO – PALAZZO DELLA MERIDIANA

Luca Cambiaso, Ulisse saetta i Proci con l’aiuto di Minerva e di Telemaco. Palazzo Grimaldi Gerolamo Palazzo della Meridiana, Genova. Photo Superchilum CC BY SA 3.0 via Wikipedia

Tra i Palazzi dei Rolli di Genova c’è il rinascimentale Palazzo Grimaldi Gerolamo. Gli affreschi vennero commissionati dal mercante e potente banchiere, Giovanni Battista Grimaldi, il quale chiamò l’artista Aurelio Busso che realizzò le Fatiche di Ercole, assieme anche a contributi di Gio Batta Castello, realizzati tra il 1556 e il 1566, senza dimenticare l’imponente affresco di Luca Cambiaso di “Ulisse saetta i proci con l’aiuto di Minerva e di Telemaco”, uno dei più alti esempi della bravura dell’artista. Con l’apertura di Strada Nuovissima – intorno alla fine del Settecento, quella che oggi conosciamo come Via Cairoli ‒ purtroppo impose lo sbancamento del giardino inferiore e dei rinnovamenti nel prospetto sud. Inoltre, con l’aggiunta di Giacomo Brusco e del suo avancorpo coperto sovrastato da un terrazzo e da una meridiana dipinta sulla facciata, l’edificio prende il nome di Palazzo della Meridiana. Successivamente, l’immobile passa dai Grimaldi ai Mongiardino e viene affittata all’inizio del Novecento a Evan Mackenzie che adibì lo stabile alla sede della propria società assicurativa con degli uffici realizzati dall’architetto Gino Coppedè, assieme a nuove costruzioni nel giardino posteriore nonché la copertura del cortile con un lucernario in puro stile Liberty.

Salita di S. Francesco 4
https://www.rolliestradenuove.it/rollo/20-palazzo-di-gerolamo-grimaldi/

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Valentina Muzi
Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC - Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.