Kunst Merano Arte. Le mostre della stagione 2016/2017 puntano su artisti internazionali emergenti

Con Kunst Merano Arte prosegue il nostro ciclo di news sui programmi dei musei d’arte contemporanea per la stagione autunno-inverno 2016/2017. Ne abbiamo parlato con il direttore Christiane Rekade

Helen Mirra Courtesy die Künstlerin l’artista the artist
Helen Mirra Courtesy die Künstlerin l’artista the artist

Con un omaggio alla celebre costumista di origini meranesi, Frida Parmeggiani, in occasione del suo 70esimo compleanno, si è aperta a settembre (fino all’8 gennaio) la stagione espositiva di Kunst Merano Arte. Ma il cuore della programmazione prenderà l’avvio a partire dal 3 febbraio, quando s’inaugurerà la collettiva exhibition paintings, per proseguire ad aprile con una mostra sull’eredità e la storia multiculturale di Merano, intesa come punto di partenza di una più ampia riflessione sulla contemporaneità a cura di Luigi Fassi, e concludersi con tre personali di Helen Mirra, Gianni Pettena e Lorenzo Scotto di Luzio, e una mostra sui progetti architettonici postbellici a Merano di Armando Ronca. Abbiamo parlato con il nuovo direttore artistico del museo, Christiane Rekade – subentrata a Valerio Dehò nell’estate 2016 -, di aspettative e progettualità della stagione che va a cominciare. Partendo da un riflessione su quella precedente.

Quale situazione eredita? Come valuta la programmazione passata e come intende porsi a confronto con essa? La sua sarà una gestione di rottura o di continuità?
Considero una vera fortuna avere la possibilità di cominciare a lavorare in un museo che è posizionato molto bene all’interno della scena espositiva nazionale e internazionale, nel quale ho modo di collaborare con un team molto affiatato. Negli ultimi 15 anni Kunst Merano Arte, grazie al proprio impegno ed alla particolare attenzione rivolta nei confronti dell’architettura e al sostegno alla produzione artistica locale, ha conquistato una posizione di rilievo tra le istituzioni attive nel campo dell’arte contemporanea sul territorio del Trentino Alto Adige. Grazie ad una fitta rete di collaborazioni, questa realtà ha creato un network internazionale di grande qualità. Penso non abbia senso mettere a rischio queste conquiste con una rottura radicale, anche se certamente la mia programmazione comprenderà dei cambiamenti importanti.

Su quale aspetto crede che il museo debba migliorarsi?
Con il mio programma vorrei focalizzare maggiormente l’attenzione su posizioni internazionali emergenti e portare Kunst Merano Arte al centro della produzione contemporanea, collaborando con giovani artisti – quali ad esempio l’artista tedesca Lea von Wintzingerode che ha da poco ha terminato gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Amburgo e che – insieme a Charles Avery, Paolo Chiasera, Martin Pohl e Amelie von Wulffen – farà parte della prima mostra collettiva exhibition paintings che curerò personalmente. Ma collaborerò anche con artisti con una lunga carriera alle spalle, la cui ricerca si posiziona in modo originale e personale all’interno della scena attuale, come ad esempio Gianni Pettena, l’architetto e artista di origine altoatesina, co-fondatore del movimento dell’Architettura Radicale che, con il proprio lavoro, ancora oggi rappresenta un importante punto di riferimento per numerosi giovani artisti. Non vorrei concentrarmi esclusivamente su posizioni già affermate per proporne anche di sperimentali. L’artista americana Helen Mirra, i cui lavori hanno a che fare con l’esperienza ravvicinata di un luogo, di un paesaggio, entrando spesso in relazione con l’atto del passeggiare nella natura, verrà un paio di settimane a Merano dove, camminando e lavorando, svilupperà il suo progetto per Kunst Merano Arte. E poi presenterò Lorenzo Scotto di Luzio: un altro artista italiano con un lavoro molto originale e pronunciato.

In che proporzione le vostre mostre sono interamente prodotte dal museo, coprodotte con altre istituzioni o acquisite da soggetti esterni? A quanto ammonta il budget dedicato alla programmazione delle mostre di quest’anno? Con quale variazione rispetto agli anni precedenti?
La maggior parte delle mostre viene prodotta da Kunst Merano Arte. Il nostro budget è per la metà sostenuto da fondi pubblici, l’altra metà da sponsor privati. Come è già stato fatto in passato cercherò anche io la collaborazione con altre istituzioni per la produzione di una mostra o di un progetto. Per esempio stiamo collaborando con Museion di Bolzano ad una pubblicazione relativa a Gianni Pettena, che uscirà nel 2018.

Quale crede sia la sfida più importante per una realtà se vogliamo “di provincia”, o comunque lontana dai circuiti principali dell’arte?
Merano è una città piccola – ma si trova nel centro d’Europa. La sua vicinanza all’Austria, alla Germania e alla Svizzera e la sua posizione nevralgica di collegamento/passaggio tra il Nord e il Sud dell’Europa la rendono un promontorio privilegiato per osservare, da vicino, le delicate e complesse dinamiche in atto, in questo momento, tra i paesi dell’Unione e non solo. Oltre a ciò, non bisogna dimenticare che Merano si trova in una regione estremamente vivace culturalmente, da anni impegnata nella promozione e produzione dell’arte contemporanea. Il Trentino Alto Adige – Südtirol con i suoi collezionisti, le molteplici iniziative private, ma soprattutto con Museion a Bolzano, la Galleria Civica a Trento e il MART a Rovereto è una regione che, sotto tanti punti di vista, non ha nulla da invidiare alle grandi capitali europee. Tenendo presente tutto questo, penso che la sfida sia fare tesoro di tutta questa ricchezza beneficiando di questa posizione privilegiata.

http://www.kunstmeranoarte.org/

exhibition paintings 04.02. – 17.4. 2017
Merano, la sua storia e l’universo globale 29.4. – 9.7.2017
Helen Mirra – Project for Meran 22.7. – 1.10.2017
Gianni Pettena 22.7.2017 – 1.10. 2017
Lorenzo Scotto di Luzio 7.10.2017 – 7.01.18
Armando Ronca 14.10.17 – 7.01.2018

 

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.