L’apoteosi di Giuseppe Penone. Scelto assieme a Jenny Holzer per celebrare l’apertura del Louvre Abu Dhabi

L’artista italiano vivente di maggior successo sulla scena globale creerà un’installazione in 4 parti in dialogo con l’architettura di Jean Nouvel

Giuseppe Penone ® Nanda Lanfranco
Giuseppe Penone ® Nanda Lanfranco

Che ormai da diversi anni Giuseppe Penone sia l’artista italiano vivente di maggior successo sulla scena globale è una verità sotto gli occhi di tutti: basta ricordare, senza bisogno di andare a documentarsi, la sua presenza a Documenta 2012, il grande progetto del 2013 a Versailles, quelli successivi alla Reggia di Venaria e a Firenze al Forte Belvedere, il Praemium Imperiale vinto nel 2014, le grandi mostre museali al Mart, a Grenoble, al Rijksmuseum. Non stupisce quindi – anche se inorgoglisce, per una volta, da italiani – apprendere ora che il portabandiera dell’Arte Povera sia stato scelto – assieme a Jenny Holzer, e anche questo dà la misura del prestigio della cosa – come fiore all’occhiello per l’apertura nel 2017 del museo probabilmente più importante di questi anni, ovvero il Louvre Abu Dhabi. La “Città-Museo” progettata da Jean Nouvel su Saadiyat Island, una medina araba con 23 gallerie permanenti, uno spazio per esposizioni temporanee, un Museo per Bambini, auditorium, ristoranti, negozi e un centro di ricerca.

INTEGRARSI CON LO SPAZIO DEL MUSEO
Penone (Garessio, 1947) ha creato per questa prestigiosa commissione Germination, un’installazione in quattro parti che riafferma la predilezione dell’artista per l’uso di materiali organici come gli alberi, per sottolineare il legame tra uomo, natura e arte. Fulcro dell’installazione, Foglie di Luce (Leaves of Light), una fusione in bronzo di un albero che interagirà con l’architettura di Nouvel ergendosi verso la cupola, per catturare e riflettere i cambiamenti ambientali. “Le opere che ho ideato per il Louvre di Abu Dhabi sono progettate per integrarsi con lo spazio del museo, esaltandone espressione architettonica e contenuto. I pezzi che compongono Germination fanno eco allo spirito universale del museo“, ha commentato Penone. Jenny Holzer (Ohio, 1950) ha creato tre marmi di grandi dimensioni che riportano delle incisioni tratte da tre testi storici: una riproduzione di una antica tavoletta cuneiforme mesopotamica dedicata al mito della creazione sumero-accadica, dal Vorderasiatisches Museum di Berlino; una citazione dal filosofo francese rinascimentale e saggista Michel de Montaigne, edizione del 1588 con note dell’autore, custodite presso la Biblioteca comunale di Bordeaux e un passaggio di storia islamica del 14° secolo di Ibn Khaldun Muqaddimah appartenenti alla collezione della Biblioteca Atif Efendi di Istambul.

http://louvreabudhabi.ae

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.