La Fondation Beyeler si prepara per i 20 anni. Ecco il programma e le novità per il 2017

Il ventennale sarà segnato dai lavori per la nuova sede, su progetto di Peter Zumthor. Ma non mancheranno tre grandi mostre, e diversi progetti extra muros

La Fondation Beyeler
La Fondation Beyeler

Erano 188 opere nel 1997, sono 300 nel 2016, grazie ad acquisizioni, donazioni e prestiti a lungo termine. Sono questi i numeri, tutto sommato esigui, della Fondation Beyeler, una raccolta che ha il suo punto di forza nella qualità altissima delle stesse opere e nel lavoro museale che dà corpo e respiro a quello che è il museo più visitato della Svizzera. Delle opere in collezione sarà pubblicato nel 2017 il nuovo catalogo, disponibile sia online sul rinnovato sito della fondazione (con aggiornamenti continui degli apparati) che – con un prodotto complementare – su carta, quest’ultimo arricchito da testimonianze dell’epoca degli artisti. Il ventennale sarà però segnato soprattutto dai lavori per la nuova sede, il cui progetto di Peter Zumthor sarà presentato in autunno, nonché – in luogo di grandi festeggiamenti – una serie di iniziative rivolte al pubblico, specificamente il pubblico più giovane, con ad esempio l’ingresso gratuito lungo tutto l’anno per gli under 25, il potenziamento dello Young Art Club e un rinnovato presidio sui social network.

EXTRA MUROS ERNESTO NETO E TINO SEHGAL
Quanto al programma delle mostre, l’anno inizierà con Claude Monet a fine gennaio (50 opere con focus sulla luce, i riflessi e le ombre nella sua pittura), Wolfgang Tillmans a fine maggio e dunque anche durante Art Basel (la prima grande mostra incentrata sul mezzo fotografico ospitata dalla fondazione, con la collaborazione dal punto di vista musicale di Frank Ocean) e Paul Klee a ottobre (con circa 100 opere organizzate intorno al tema del “processo di astrazione”). In parallelo, verranno presentati tre riallestimenti della collezione, focalizzandosi sul primo accrochage del 1997, sul rapporto fra gli artisti e la collezione stessa e, infine, tra i collezionisti e la collezione: in altri termini, uno sguardo su passato, presente e futuro della raccolta. Fra le iniziative extra muros, da segnalare una installazione monumentale di Ernesto Neto all’interno della stazione ferroviaria di Zurigo, e un progetto – su cui però vige ancora il massimo riserbo su luogo e data – firmato da Tino Sehgal.

– Marco Enrico Giacomelli

Fondation Beyeler
Baselstrasse 101 – Riehen
www.beyeler.com

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.

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