Firenze salva l’arte dell’Umbria terremotata. Immagini del bunker segreto delle opere recuperate

Una task-force di giovani restauratori fiorentini dell’Opificio delle Pietre Dure, selezionati tramite bando, andrà a lavorare nel bunker antisismico di Spoleto, dove sono custoditi quasi mille capolavori scampati al terremoto

Gli interni del bunker di Spoleto (2)
Gli interni del bunker di Spoleto

A Spoleto c’è un bunker antisismico, costruito dalla Regione Umbria una decina di anni fa come rifugio temporaneo per l’arte, in caso di terremoto. Purtroppo il momento di adoperarlo è arrivato quest’anno, a causa dei tre eventi sismici (il 24 agosto, il 26 e il 30 ottobre) che hanno reso necessario mettere in sicurezza quasi mille lavori, recuperati da 37 siti umbri colpiti dal sisma: 35 chiese, il museo della chirurgia di Preci e il museo civico della Castellina di Norcia, mentre ne continuano tuttora ad arrivare. Per questo motivo una task-force di giovani restauratori fiorentini, diplomati dell’Opificio delle Pietre Dure, andrà a Spoleto, in aiuto della Soprintendenza locale, per intervenire sulle opere danneggiate. In tutto nell’ambito del progetto Firenze per la salvezza del patrimonio artistico dell’Umbria, ideato e sostenuto da Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Opificio delle Pietre Dure, Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino in collaborazione col Nelson Mandela Forum, in accordo col Segretariato regionale del Mibact per l’Umbria e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria.

UN BANDO CHE CHIUDE IL 5 DICEMBRE
La task-force, che dovrebbe essere operativa entro Natale, sarà composta da 10-12 diplomati – selezionati tramite un bando che chiude il 5 dicembre -, e per un anno, presteranno servizio sotto il coordinamento dell’Opificio che opera in questo deposito dotato di impianto di climatizzazione e delle necessarie scaffalature e rastrelliere, all’interno di una superficie di 5mila mq, capace di contenere fino a 2mila manufatti: di ciascuno saranno identificati il tipo di oggetto e la provenienza, sarà redatta una scheda sanitaria con valutazione del danno e della necessità di restauro, sarà valutato il codice di priorità di intervento e saranno compiute le prime operazioni per bloccare l’avanzamento del degrado e per mettere in sicurezza l’opera. Il progetto, per il quale la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze ha stanziato 130mila euro, prevede per i giovani restauratori un compenso mensile, un forfait per le spese di vitto e di trasferta e il sostegno per i costi dell’alloggio, da attivare tramite convenzione con una struttura ricettiva locale.

Gli interni del bunker di Spoleto
Gli interni del bunker di Spoleto

IL SOSTEGNO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO
Ma tutto questo non è ancora sufficiente: al fine di potenziare la squadra ed aumentare il numero dei tecnici, l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino e i solisti Barbara Frittoli, Anna Maria Chiuri, Massimo Giordano e Carlo Colombara, diretti da Zubin Mehta, terranno un concerto sul grande repertorio operistico italiano – mercoledì 14 dicembre alle ore 20 al Nelson Mandela forum (Biglietto unico 30 euro – Prenotazioni tramite il Box office – Ingresso da Piazza Berlinguer) -, il cui ricavato sarà totalmente destinato al progetto. “L’uomo non è un’isola“, ha dichiarato il Presidente del Nelson Mandela Forum Massimo Gramigni, “come abbiamo imparato da Unicoop Firenze che sostiene il Mandela Forum. E questa è l’occasione per ribadire che non lasciamo nessuno solo, mai. Salvare le opere d’arte significa salvaguardare l’identità non solo della popolazione di quei luoghi ma di tutto il nostro Paese’’.

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