Ecco come sarà Design Miami, al via il 30 novembre alla dodicesima edizione. Tre le presenze italiane

Tra le novità spiccano una forte presenza messicana e l’uso di materiali non convenzionali: a partire dall’ingresso, che si farà attraverso una monumentale struttura in bambù stampata in 3D

La struttura disegnata dallo studio newyorchese SHoP Architects per l'ingresso di Design Miami


Torna per la sua dodicesima edizione con 31 gallerie internazionali e cinque mostre allestite nelle camere delle meraviglie della sezione
Curio Design Miami, la rassegna dedicata agli oggetti di design da collezione che accompagna Art Basel. Una prima sorpresa sarà rappresentata senz’altro dall’ingresso: per la prima volta, il progetto vincitore del Panerai Design Miami/Visionary Award non sarà esposto all’interno della fiera ma accoglierà i visitatori direttamente all’esterno. Floatsam and Jetsam, la struttura disegnata dallo studio newyorchese SHoP Architects e realizzata a partire da un filamento bambù biodegradabile che costituisce l’ingresso di Design Miami 2016, è la più grande costruzione che sia mai stata tentata con la stampa 3D. All’interno dei padiglioni – là dove espongono le gallerie, selezionate tra le più influenti a livello globale e con una buona percentuale di habitués (un buon numero di espositori erano già presenti alla prima edizione, da Jousse Entreprise alla Galerie kreo, da Hustler Barrows a R & Company, mentre sono quattro le novità assolute: le americane Chamber, The Future Perfect e Giovanni Beltran e la galleria brasiliana Mercado Moderno) – si notano un acuito interesse per la vicina America Latina e per la sperimentazione nei materiali, con una spiccata tendenza al riciclo e al ricorso a soluzioni poco convenzionali. Diverse gallerie espongono i lavori di artisti e designer messicani, giovani o già affermati: per amann//gallery si tratta delle sinuose opere in ceramica di Abel Zavala, mentre alcune tra le proposte di Volume Gallery sono firmate Tanya Aguiñiga e l’allestimento di Cristina Grajales Gallery accoglie le creazioni al tempo stesso opulente e rigorose di Gloria Cortina. A margine della fiera, un’inedita collaborazione tra il duo emergente Pedro&Juana, designer basati a Città del Messico, e Airbnb prende spunto dall’usanza messicana, e più in generale latina, della Sobremesa per innescare una riflessione sulla condivisione degli spazi domestici e sulle nuove forme di convivialità.

LE PRESENZE ITALIANE
L’unica galleria basata in Italia presente quest’anno è Erastudio Apartment-Gallery, con una selezione di oggetti – pezzi unici, prototipi o serie limitate – disegnati per lo più nel periodo compreso tra il 1960 e 1980 da alcuni tra i più grandi maestri italiani, da Ettore Sottsass a Nanda Vigo, e alcune opere di designer contemporanei. Ci sono, però, altri contributi italiani di rilievo, primo su tutti quello dello scultore Giorgio Vigna; alla sua collezione di gioielli Segments of Light che evoca la potenza degli elementi atmosferici e le forme della natura, creata per la galleria di Elisabetta Cipriani, anche lei italiana di origine ma attiva a Londra dal 2009, è dedicata una mostra personale. La sezione Design Curio, infine, che da qualche anno completa la proposta di Design Miami offrendo ai visitatori una serie di mostre dalla curatela indipendente concepite come piccole wunderkammern, ripropone in una nuova veste il progetto NO SEX già presentato da Atelier Biagetti in occasione della Design week milanese. Messa in scena in una pleasure house tanto elegante quanto asettica, una serie di oggetti in latex e pelle racconta una delle ossessioni della società contemporanea, forse la più grande, e la sua paradossale negazione in un mondo sempre più virtuale e sublimato.

– Giulia Marani

Design Miami – 12esima edizione
Dal 30 novembre al 4 dicembre (preview il 29 novembre)
Meridian Avenue & 19th Street, Miami Beach, USA
www.designmiami.com

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.