L’arte ha bisogno di un suo dominio web? .art debutterà nell’estate 2017: fra i primi interessati il Maxxi di Roma

Ecco tutti i soggetti pronti almeno a testare il nuovo strumento web: ci sono artisti, fiere, gallerie, musei, fondazioni. Applications raccolte da febbraio 2017

Il Maxxi, a Roma
Il Maxxi, a Roma

Come tutte le novità che piombano sul perennemente mutante mondo del web, l’eventuale adozione è condizionata a una serie di verifiche, test tecnici, sondaggi – più o meno scientifici – sul gradimento e la risposta del pubblico, ovvero dei surfers. Tanto che nel caso in questione le applications saranno raccolte a partire dal febbraio 2017, e il lancio ufficiale avverrà solo in estate. Eppure già da ora la società che l’ha ideato inizia a fare battage, annunciando le manifestazioni di interesse da parte di importantissimi soggetti, in grado di “garantire” quantomeno attenzione. Di che parliamo? Del nuovo dominio web di primo livello .art, pensato appositamente per artisti e istituzioni artistiche per “preservare l’eredità culturale del mondo dell’arte globale”, dichiara in un comunicato il fondatore Ulvi Kasimov.

MICROSITI PARALLELI
Sarebbero già una sessantina i soggetti che avrebbero già manifestato interesse, spesso anticipando che creeranno micrositi paralleli con estensione .art con funzione di test. “Artisti e istituzioni dal prestigio globale, che condividono la nostra visione e la convinzione che il nuovo dominio trasformerà il rapporto della comunità delle arti con internet, contribuendo a valorizzare e proteggere nella rete il patrimonio del proprio brand“, continua il comunicato. Chi sono dunque gli interessati ad essere pionieri del nuovo dominio? Si parla – con diverse modalità e tempistiche – di fiere come BRAFA ed Expo Chicago, artisti come Marina Abramović ed AES+F, organizzazoni come Creative Time, Delfina Foundation, Gasworks, Portikus, la Biennale di Istanbul, fondazioni come Beyeler e Cartier, gallerie come Hauser & Wirth, musei come l’Art Institute di Chicago, il Centre Pompidou, il Guggenheim Museum, il Maxxi.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.