Ancora artisti che si riciclano curatori. Da Mariko Mori a Liam Gillick, a Rashid Rana, fra Giappone e Pakistan

Da Oyakama a Saitama fino a Lahore. Nuovi progetti tra il format biennale e quello di festival scelgono in Giappone e Pakistan di affidare ad artisti la direzione artistica. Qualche buona pratica da Oriente

Rashid Rana
Rashid Rana

I giapponesi scelgono gli artisti. Sono molte le biennali e le triennali in corso o in corso d’apertura in Giappone, alcune delle quali curate da artisti: un modus operandi sempre più di moda anche in Occidente. Si pensi ad esempio a Documenta nel 2017 in Grecia e a Kassel, curata da Adam Szymczyk, o alla scorsa edizione di Manifesta, a Zurigo, nelle mani di Christian Jankowski, o ancora Istanbul che sarà disegnata dal duo Elmgreen & Dragset. E anche nel Sol Levante funziona così. La popolosa città di Oyakama, nell’isola di Honshu, ha infatti ospitato l’evento in chiusura Oyakama Art Summit, diffuso in diverse sedi cittadine, diretto da Taro Nasu, ma con la direzione artistica di Liam Gillick. Il concept non è quello di sviluppare uno spazio cittadino, ma di dare opportunità di sviluppo alle persone, questo lo statement dell’evento che approfitta anche del potenziale turistico del territorio che lo circonda. Un progetto che ha coinvolto artisti come Dominique Gonzalez-Foerster, Tatsuo Majima, Jorge Pardo, Rachel Rose, Rirkrit Tiravanija, Anton Vidokle, Hannah Weinberger, Lawrence Weiner, tra gli altri, per questa prima edizione di un appuntamento che si prospetta come triennale.

SAITAMA E LAHORE
A Saitama, città nell’omonima prefettura a pochi chilometri da Tokyo, 1,2 milioni di abitanti, nasce invece la Saitama Triennale, una piattaforma per lo scambio culturale e creativo: il tema è Visualizzare il futuro!, con una programmazione in alcuni casi molto partecipativa che si svolge in varie location della città, con l’obiettivo di aumentare l’esperienza di Saitama da parte di cittadini e visitatori. A curarla, tra gli altri, la famosa artista Mariko Mori, che ha dato forma in maniera concreta all’immaginario contemporaneo giapponese, rappresentandolo nel mondo e prendendo spunto sia dalla tradizione (note sono le opere in cui mette in scena la figura della geisha) miscelandola con l’alta tecnologia ed universi avveniristici. Anche a Lahore in Pakistan, la scelta ricade su un artista: la prima edizione della Biennale che si svolgerà tra 2017 e il 2018 sarà infatti curata da Rashid Rana, ma il gruppo curatoriale è ancora in espansione. Il progetto, ad esempio, è alla ricerca di un direttore dell’area “talks”: ci si può candidare fino al 15 dicembre.

Santa Nastro

lahorebiennale.org
https://saitamatriennale.jp/
http://www.okayamaartsummit.jp

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.