Vienna Design Week. Migranti designer in Austria con il progetto Stadtarbeit

La design week della capitale austriaca affronta anche quest’anno la progettazione sociale in collaborazione con la Caritas. Diversi i programmi che puntano al coinvolgimento dei migranti

Project Bockwerk for Ohthatplace
Project Bockwerk for Ohthatplace

Ogni anno una giuria di esperti sceglie di esporre all’interno della Vienna Deisgn Week fino a cinque progetti che si distinguono nell’affrontare questioni sociali. La coordinatrice Marlene Leichtfried descrive così il programma, chiamato Stadtarbeit: “il design, in generale rende il nostro mondo più bello e più funzionale. Il design sociale richiama la nostra attenzione all’essenziale, spesso a livello di interfaccia diretta con le istituzioni caritative. Si crea una consapevolezza di come possiamo affrontare la società e le sue sfide in un modo diverso e nel migliore dei casi trovare nuove soluzioni.”
Il gran numero di progetti presentati dimostra chiaramente che molti progettisti sono interessati a discutere le condizioni sociali nel loro lavoro. La ricerca di “punti di ancoraggio” all’interno di cambiamenti sociali, così come il desiderio di essere parte di una soluzione per i problemi attuali sono chiaramente al centro delle opere presentate.

IL TEMA DEI RIFUGIATI
Si passa da installazioni quali Vebshtul che si erge come immenso telaio in una piazza del quartiere di Margareten, a ricordare il suo trascorso di quartiere produttivo, al progetto Designing Locality che fa una mappatura sociale del quartiere, per permettere a stranieri e in particolare rifugiati di diventare local. Un safari urbano ci ha fatto scoprire e interpretare nuovi luoghi, odori e sensazioni del quartiere.
Di grande attualità è il progetto Transmigration del collettivo Oh THAT Place che affronta l‘emergenza dei rifugiati. Si tratta in un work in progress che durante la settimana del design prevede workshop per creare nuove produzioni, talks, pranzi, tour urbani in bicicletta, come stimolo per l’integrazione e come generatore di un nuovo dialogo creativo tra differenti culture. In particolare il workshop Bockwerk ha messo insieme un team multiculturale di apprendisti designer per creare oggetti semplici e funzionali. Una delle fondatrici del collettivo Oh that place, Elaine Liu, ci ha raccontato come questo progetto sia nato da una serie di sinergie positive che il collettivo crea attraverso il networking. Il fitto calendario di eventi per la settimana del design è solo parte dello sviluppo di questi progetti. Secondo Elaine Liu, Vienna è una città aperta, accogliente, dove sviluppare progetti creativi e sociali non è un’utopia ma realtà.

INTEGRAZIONE ATTRAVERSO LA CREATIVITÀ
Chi sarà il vincitore del premio Erste Bank MoreVALUE Design, messo sul piatto dallo sponsor di Stadtarbeit? Lo scopriremo solo a chiusura della design week. Per ora possiamo vedere gli interessanti risultati del progetto vincitore della scorsa edizione, Infrequently Asked Questions di Ebru Kurbak, presentato al Museo Etnologico di Vienna. L’artista intendeva analizzare l’integrazione come un processo a doppio senso attraverso un intervento che mirava a spostare i ruoli comunemente accettati chiedendo i rifugiati di rispondere alle seguenti domande: cosa sei bravo a fare? Quali competenze hai dovuto sviluppare nel tuo paese? Quali di queste competenze non hai potuto utilizzare da quando ti sei trasferito qui? Cosa ti piacerebbe insegnare? Le risposte hanno rivelato una vasta gamma di competenze che sono state introdotte in Austria negli ultimi anni, insieme con le persone provenienti da diversi paesi. Il catalogo che accompagna la mostra si avvicina  al tema in differenti modi con saggi e interviste, che motivano le persone a diffondere l’idea. Per una città sempre più multiculturale, dove design sociale e integrazione sono le nuove parole d’ordine.

– Giorgia Losio

viennadesignweek.at

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giorgia Losio
Giorgia Losio, nata a Milano, è storica dell’arte e appassionata di design. Ha studiato storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Milano e si è specializzata in storia e critica dell’arte contemporanea all’Université Sorbonne Paris-IV e in museologia e museografia all’École du Louvre. Ha collaborato alla realizzazione di progetti espositivi con istituzioni internazionali quali MACBA, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Biella, MAMAC Nizza, Pinacothèque de Paris, Palais de Tokyo Parigi, Le Fresnoy-Studio national des arts contemporains Tourcoing. Ha pubblicato articoli su Artribune, Exibart, Tema Celeste e Corriere della Sera.