Jan Fabre ciclista a Lione. Foto&video della performance che inaugura la mostra al Museo MAC

L’artista belga riesce nell’impresa, dichiarata, di non battere il record dell’ora. Sotto gli occhi divertiti dei big del ciclismo di ieri: su tutti il “Cannibale” Eddy Merckx

Jan Fabre in bicicletta a Lione
Jan Fabre in bicicletta a Lione

Un’ora in bicicletta a velocità sostenuta, vestito in giacca e cravatta. Nelle tasche, un inconsueto rifornimento di cibo: grandi bistecche di cui si è cibato durante la corsa. È la bizzarra performance Tentativo di non battere il record dell’ora, compiuta da Jan Fabre al Velodromo Préreval di Lione in occasione dell’apertura della sua mostra al MAC (una retrospettiva delle sue performance, di cui vi daremo conto con una recensione).
I veri campioni – Eddy Merckx, Raymond Poulidor e Jean-Christophe Péraud – erano a bordo pista, impegnati nel commento dell’impresa di Fabre, che durante l’ultimo giro si è anche concesso una sigaretta.  Sulle gradinate un pubblico numeroso, munito delle bandierine distribuite all’ingresso, partecipe come se si fosse trattato di una vera corsa – tra la folla spiccava la presenza di Orlan. Ovviamente, Fabre è riuscito nell’intento dichiarato nel titolo: ha percorso “solo” 22km e 949 metri, meno di metà del record attuale. Ma rimane un’impresa fisica di tutto rispetto, per una performance meno solenne rispetto a quelle cui ci ha abituato l’artista, ma divertente e non priva di un certo fascino surreale.

Non è la prima volta che il buon Fabre si cimenta in performance che mettono a dura prova la tenuta atletica sua – e in certi casi – del pubblico. Eccolo a Firenze, nel maggio 2016, mentre striscia come un verme, pur sempre in doppiopetto, sul selciato di Piazza della Signoria; ed ecco le 24 ore ininterrotte dello spettacolo teatrale che ha portato al Romaeuropa Festival nell’autunno 2015.

– Stefano Castelli

28 settembre 2016 – 15 gennaio 2017
Jan Fabre – Stigmata
MAC – Musée d’Art Contemporain
Lione, quai Charles de Gaulle 81
www.mac-lyon.com

 

 

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).