Il palazzo di Saddam Hussein a Bassora diventa museo. Rinasce in Iraq il Basrah Museum

L’opening è stato parziale per il momento. Si attendo altri finanziamenti per permettere il pieno funzionamento della struttura. E molti prestiti di opere e manufatti, in un Iraq ancora tormentato

Basrah Museum
Basrah Museum

Un tempo palazzo simbolo della dittatura, oggi museo. Siamo nel sud dell’Iraq, a Bassora, in una delle molte residenze private di Saddam Hussein, ora sede del Basrah Museum. Che ha aperto i battenti non senza polemiche, problemi e qualche clamore dopo otto anni di pianificazione e ostacoli. La storia del nuovo spazio espositivo, destinato ad accogliere le collezioni d’arte antica prima conservate nella sede originale del museo, ha inizio però nel 1991, quando – ancora palazzo presidenziale – viene saccheggiato nel corso della Prima Guerra del Golfo. Nel 2003 viene profondamente danneggiato dagli attacchi aerei delle forze alleate. Nel 2005 il direttore del museo Mudhar Abd Alhay resta ucciso e sostituito nel 2008 da Qahtan Alabeed che si attiva per aprire una nuova sede in grado di ospitare la collezione messa in salvo dal precedente dirigente, contando sull’aiuto finanziario della Gran Bretagna, che nel frattempo ne aveva occupato con le sue truppe militari la sede. Ma anche qui le cose non vanno molto bene e il denaro, per motivi di bilancio, tarda ad arrivare.

L’OPENING E IL NUOVO CORSO
Finalmente viene raccolta una somma sufficiente dagli Amici del Museo di Bassora, una non profit inglese fondata da John Curtis, ex custode del British Museum, capace di mettere insieme ben 650.000 dollari. L’apertura dello spazio è al momento parziale. Sono attesi altri finanziamenti per la fine di novembre che ne permetteranno il totale funzionamento. Al momento è infatti disponibile alla visita un’unica sala, ma idealmente lo spazio dovrebbe ospitare una notevole collezione, che racconta 2000 anni di storia della città dal 400 a. C, attraverso monete, statue, stoviglie e molto altro ancora. Questi pezzi, alcuni dei quali di origine Mesopotamica e Assiro –Babilonese, saranno in determinati casi oggetto di prestiti. E sono ancora molte le trattative in corso per far arrivare a Bassora oltre 550 pezzi, così come le discussioni per garantirne la sicurezza e la logistica durante il viaggio verso la nuova città ospite, che nel sud dell’Iraq, un paese ancora tormentato dall’Isis, dai conflitti interni, e dalla crisi economica, è ancora materia molto difficile.

http://friendsofbasrahmuseum.org.uk/

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