Il dissidente anti-Putin Oleg Vorotnikov del collettivo artistico russo Voina arrestato a Praga

Ancora problemi per il fondatore del gruppo che adesso è in attesa di estradizione. In un Paese, la Russia, dove si respira un clima teso sulla cultura

Il collettivo Voina

Ancora problemi per Oleg Vorotnikov, tra i fondatori di Voina, l’anarchico collettivo artistico nato nel 2005, da sempre in netto contrasto con il potere costituito in Russia, è stato arrestato in Repubblica Ceca con l’accusa di “teppismo”, offese e violenza a pubblici ufficiali. Insieme a lui la moglie Natalia Sokol, anche lei membro del gruppo, in fuga dal 2011, e uno dei figli, fermati mentre scappavano dalla Russia per evitare l’arresto. Vorotnikov è nella lista delle persone ricercate dall’Interpol per insulti alla autorità costituita e violenze all’autorità costituita. Ora i due artisti, rilasciati insieme al figlio, sono in attesa di estradizione.

COS’È VOINA
Il gruppo, si legge nel blog che sostiene il movimento “è stato creato con l’obiettivo di sviluppare una street art patriottica e monumentale in Russia. L’idolo del gruppo era, e sarà per sempre, il grande artista russo Dmitri Prigov. Voina conta attualmente più di 200 membri che fanno azioni in suo nome, a volte senza informare il resto del gruppo”. Nel 2012 erano stati nominati Associate Curators con Joanna Warsza della settima Biennale di Berlino, diretta da Artur Zmijewski. Nel 2015 è deceduto invece uno dei suoi membri fondatori più importanti, Leonid Nikolaev, attivista noto come Leo The Fucknut (Lenja Ebnutyj).

UN CLIMA CULTURALE MOLTO TESO
Quello che si respira in questi giorni in Russia è un clima intorno alla cultura molto teso. Negli scorsi giorni, una mostra di fotogiornalismo al Sakharov Center ha subito un raid di manifestanti vestiti da cosacchi durante l’orario di chiusura. Un artista, Anton Belikov, avrebbe spruzzato di vernice alcune immagini di soldati ucraini che hanno combattuto contro le forze ribelli filorusse, scattate dai fotogiornalisti Sergei Loiko e Aleksander Vasyukevich. Un’altra mostra, aperta al Lumiere Brothers Center of Photography di Mosca, del fotografo americano Jock Sturges, è stata invece chiusa dopo una serie di proteste accese, come vi abbiamo raccontato. Secondo i manifestanti la mostra inneggerebbe alla pedopornografia per una serie di immagini di adolescenti americani ritratti con le loro famiglie in colonie nudiste.

http://it.free-voina.org/

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