Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano. Una performance di Maria Teresa Ortoleva nella Project Room

Pubblico protagonista sabato 15 ottobre per l’azione dell’artista, che replica il progetto portato nel Padiglione Vaticano di Expo 2015. Un’opera collettiva nello spazio che la fondazione dedica ai giovani

Fondazione Arnaldo Pomodoro, l'installazione dell'opera di Maria Teresa Ortoleva foto Federico Giani
Fondazione Arnaldo Pomodoro, l'installazione dell'opera di Maria Teresa Ortoleva foto Federico Giani

Nei mesi scorsi ha compiuto 90 anni, ricorrenza che Milano – sua città adottiva – celebrerà dal 30 novembre con una grande mostra diffusa nei suoi principali luoghi di cultura (dalla Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale fino al Poldi Pezzoli). Arnaldo Pomodoro, tra gli scultori italiani più amati della sua generazione, non è però fermo al passato, anzi: guarda avanti. Proseguono allora gli appuntamenti dedicati ai giovani artisti che ospita nella Fondazione a lui intitolata, negli spazi in Porta Ticinese eredi della grandiosa esperienza nell’ex turbinificio Riva Calzoni di via Solari, dove nei primi Anni Zero ebbe luogo una delle più interessanti operazioni culturali della storia recente della città.
Sabato 15 ottobre, in occasione della Giornata del Contemporaneo, è il pubblico ad essere protagonista dell’evento che chiude la seconda mostra curata da Federico Giani nella Project Room della Fondazione, luogo che da quest’anno accoglie un programma di esposizioni e performance che propongono nomi emergenti della scena artistica italiana. Dalle 14 alle 18 è in scena il workshop con cui cala il sipario su Triumphus Visionis, personale con cui Maria Teresa Ortoleva (Milano, 1990) ha approfondito i temi del suo lavoro selezionato un anno fa per entrare nel Padiglione Vaticano a Expo 2015.

UN’INSTALLAZIONE IN CHIFFON
Tutto parte dall’analisi di antichi bestiari, poi espansa in una ricerca iconografica random, passata dagli archivi ai motori di ricerca online, nella costruzione di un immaginario totale, fuori dal tempo e dallo spazio. Un catalogo trasferito in forma di stampa digitale su un tessuto di chiffon lungo oltre dieci metri, cuore di un processo installativo che vive proprio del rapporto con il suo pubblico. È allora nel corso del workshop finale che i visitatori, armati di specchi e carboncini, possono interagire con l’opera stessa lasciando – guidati dall’artista stessa – il proprio segno.
La mostra di Ortoleva arriva dopo quella che Andrea e Stefano Cozzi (Segrate, 1989) hanno dedicato insieme a Marie Janssen (Monaco di Baviera, 1988) a una propria rilettura dei 1200 sacs de charbon suspendus au plafond au-dessus d’un poêle di Marcel Duchamp; e prelude a Good Old Neon, performance ispirata all’omonimo racconto di David Foster Wallace condotta il 27 ottobre da Francesca Schgor (Milano, 1988).

15 ottobre 2016
Maria Teresa Ortoleva – Triumphus Visionis
Project Room – Fondazione Arnaldo Pomodoro
Milano, via Vigevano 9
www.fondazionearnaldopomodoro.it

 

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