“È morto Gaetano Pesce”. La bufala di Vittorio Sgarbi ironizza sulla mostra del designer a Firenze, dimezzata dal sindaco

Una provocatoria invenzione per polemizzare contro il sindaco Dario Nardella che ha bloccato l’installazione in Piazza Santa Maria Novella a causa dell’assenza di Pesce per motivi di salute. Intanto si inaugura la mostra al Museo del Novecento

Gaetano Pesce in mostra a Firenze - foto Valentina Silvestrini
Gaetano Pesce in mostra a Firenze - foto Valentina Silvestrini

È morto Gaetano Pesce? La nostra redazione – come quelle di mezza Italia, e non solo – è entrata in fibrillazione, la sera del 19 ottobre, quando è circolata la “notizia”, ancor più per il fatto che il celebre architetto, artista e designer risiedeva (anzi, risiede) da decenni a New York. Dopo un serrato susseguirsi di sms, telefonate, ricerche forsennate in rete, tutti – noi compresi – hanno scelto di attendere eventuali conferme. Le “fonti” infatti si riducevano a un post di Vittorio Sgarbi su Facebook e sulla voce Wikipedia dedicata a Pesce, che qualcuno aveva incautamente aggiornato con la data della scomparsa. Solo oggi si viene a capo della questione, in occasione dell’inaugurazione della mostra Maestà Tradita, dedicata al designer, scultore e architetto in quel di Firenze, nelle sale nuove del Museo Novecento – aperte per l’occasione – e nell’adiacente piazza Santa Maria Novella. O meglio: solo nel museo.

LA BEFFA DI SGARBI
Poiché infatti, a causa di un’operazione alla spina dorsale, il protagonista dell’evento non ha potute essere presente di persona, “il Sindaco della città, Dario Nardella, ha reagito bloccando l’installazione in Piazza Santa Maria Novella della grande scultura che dà il titolo all’esposizione fino a quando Gaetano Pesce sarebbe stato in grado di andare a Firenze”, precisano dal suo studio americano. “Sapendo questo”, prosegue la nota dello studio Pesce, “Vittorio Sgarbi ha genialmente inventato il decesso dell’artista per far capire al Sindaco che la sua imposizione era impossibile. Quindi il Primo Cittadino avrebbe dovuto acconsentire all’esposizione della statua per il giorno dell’inaugurazione, previsto il 21 ottobre 2016. Il Sindaco non ha reagito e dunque facciamo ora questo comunicato per dirvi che Gaetano Pesce è più vivo che mai“.

LA MOSTRA DI UN ARTISTA VERO
Ed ecco chiarito l’equivoco innescato dall’irrefrenabile critico ferrarese: che oggi era presente all’inaugurazione fiorentina, e ha così commentato l’accaduto: “siccome i tempi erano stretti, per sollevare l’attenzione sull’assurdità di questi comportamenti ho deciso di far morire il mio amico Pesce”. E non ha mancato, Sgarbi, di dedicare una battuta – bonaria, ma sferzante – a Sergio Risaliti, che firma insieme a lui la curatela della mostra: “finalmente hai curato la mostra di un artista vero!“. E il sindaco Nardella, forse più divertito che infastidito dalla beffa ordita da Sgarbi, rilancia il proprio invito al celebre designer, dichiarando di aspettarlo “a braccia aperte”. Ad ogni modo, poiché l’installazione in Piazza Santa Maria Novella sarà inaugurata solo quando il “redivivo” Gaetano Pesce (La Spezia, 1939) sarà in condizione di presenziare, potete nel frattempo (fino all’8 febbraio) visitare la mostra nelle sale del museo. Il percorso espositivo intende raccontare la visione della donna da parte di Pesce, proponendo anche sollecitazioni sensoriali: con odori, suoni, sostanza liquidi e alimentari. Tra le opere esposte 30 disegni, moltissimi inediti.

– Massimo Mattioli

21 ottobre 2016 – 8 febbraio 2017
Gaetano Pesce – Maestà Tradita
Museo Novecento
Firenze, Piazza di Santa Maria Novella 10
www.museonovecento.it

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.