È morto a Milano lo scultore giapponese Kengiro Azuma. Fu allievo di Marino Marini

Aveva novant’anni, era giunto in Italia per conoscere Marino Marini, di cui è stato anche allievo e assistente. E non se ne è mai più andato

Azuma nel suo studio di Milano nel 2013. Ph. Lorenzo Madaro
Azuma nel suo studio di Milano nel 2013. Ph. Lorenzo Madaro

Kengiro Azuma non c’è più, l’artista giapponese – a Milano sin da giovanissimo – è morto nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 ottobre, nel sonno, nella sua abitazione. Aveva novant’anni esatti, compiuti il 12 marzo 2016.
Una vicenda incredibile la sua: arruolato come pilota durante la Seconda Guerra Mondiale era destinato al sacrificio; solo la fine del conflitto ha impedito che diventasse un kamikaze.
Era giunto in Italia dopo aver conosciuto, casualmente, la scultura di Marino Marini, così aveva fatto di tutto per arrivare a Milano e per conoscerlo – formatosi all’Università di Tokyo tra 1949 e 1953 ottenne una borsa di studio per spostarsi in Italia nel 1956. Ci riuscì, divenne poi suo allievo in Accademia – a Brera – e suo assistente nello studio privato, all’insegna di una dedizione costante che è andata avanti fino all’ultimo. Alle forme arcaicizzanti della scultura figurativa di Marini si rifà la prima fase della sua ricerca – proprio nel 2015 al M.I.G. di Castronuovo di Sant’Andrea, in provincia di Potenza, si celebrava questo speciale rapporto maestro-allievo con una mostra dedicata all’opera grafica di entrambi –, che poi, su consiglio dell’artista toscano, approdò finalmente a un’indagine legata alle sue radici orientali.

LO STUDIO IN BICOCCA
Nel suo studio alla vecchia Bicocca ha lavorato fino quasi all’ultimo, tracciando segni su fogli bianchi – una pratica zen, come amava ripetere –, mentre l’ultima grande mostra sulla sua ampia produzione scultorea si è tenuta nel 2010 nelle chiese rupestri di Matera, su progetto e a cura di Peppino Appella.
C’è ancora tanto da fare sul suo lavoro, manca all’appello un catalogo generale e, per esempio, una sua grande mostra a Milano.

– Lorenzo Madaro

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro (1986) è curatore d’arte contemporanea e docente di Storia dell’arte e Fenomenologia delle arti contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È critico d’arte dell’edizione romana de “La Repubblica” e collabora con Robinson e Artribune. Tra le mostre recenti curate, "Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro" (Galleria Fabbri, Milano, 2019); "‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana" (Castello di Otranto, 2018); "To Keep At Bay" (Galleria Bianconi, Milano 2018); "Spazi igroscopici" (Galleria Bianconi, Milano 2017); "Mario Schifano e la Pop Art italiana" (Castello Carlo V, Lecce, 2017); "Edoardo De Candia Amo Odio Oro" (Complesso monumentale di San Francesco della Scarpa, Lecce, 2017); "Natalino Tondo Spazio N Dimensionale" (Galleria Davide Gallo, Milano, 2017); "Andy Warhol e Maria Mulas" (Castello Carlo V, Lecce 2016). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce.

2 COMMENTS

Comments are closed.