ar/ge kunst di Bolzano. Le mostre della stagione 2016/2017. Da Italo Zuffi a Riccardo Giaconi

Con il kunstverein altoatesino prosegue il nostro ciclo di news sui programmi dei musei d’arte contemporanea per la stagione autunno-inverno 2016/2017. Ne abbiamo parlato con il direttore Emanuele Guidi

Alex Martinis Roe, It was an unusual way of doing politics, there were friendships, loves, gossip, tears, flowers..., 2014
Alex Martinis Roe, It was an unusual way of doing politics, there were friendships, loves, gossip, tears, flowers..., 2014

Emanuele Guidi, direttore artistico di ar/ge kunst, kunstverein fondato nel 1985 negli spazi di Via Museo a Bolzano, ha inaugurato la mostra Postura, posa, differita di Italo Zuffi. Come episodio conclusivo di un ciclo dedicato all’artista iniziato nel 2015 alla Nomas Foundation di Roma e proseguito al MAN di Nuoro. Una collaborazione tra le istituzioni volta a offrire continuità alla ricerca dell’artista con tre progetti espositivi complementari e indipendenti che hanno permesso di approfondire opere e momenti significativi del suo percorso. Ma il programma degli spazi riserva diverse novità, nei mesi a venire. Come ci spiega in questa intervista, che non manca di dare uno sguardo al pregresso…

Potresti elencare tre punti di forza e tre di debolezza che secondo te hanno accompagnato la programmazione dello scorso anno?
Per quanto riguarda i punti di forza direi sicuramente il numero di progetti, eventi, workshops che abbiamo tenuto a partire dal 2015, in occasione dell’anniversario dei trent’anni di ar/ge kunst; un anno molto “performante” in rapporto anche alle finanze a disposizione. Direi poi il numero delle collaborazioni con altre istituzioni locali, nazionali e straniere per coproduzioni che è aumentato e segna una direzione chiara del lavoro che stiamo facendo. Infine la circolazione e continuazione di progetti iniziati da noi che sono stati “raccolti” e supportati da altre istituzioni. Come nel caso della mostra di Ingrid Hora che è stata poi voluta al DAZ – Deutsches Architektur Zentrum di Berlino o quella di Gareth Kennedy ha viaggiato in Belgio e Innsbruck.
Punti di debolezza: sicuramente la comunicazione ed il lavoro stampa andrebbero rafforzati, così come la mediazione con il pubblico; ma non è semplice visto che il team di ar/ge kunst si compone di due persone.

Fra le mostre che state per presentare quale meglio rappresenta l’identità, lo stato di crescita di ar/ge kunst? Direi che tutte le nostre prossime attività in modi diversi rappresentano una crescita. Si tratta in tutti i casi di progetti di mostra che tendono a supportare ricerche a lungo termine portate avanti dagli artisti. Ed è una forma di supporto che riusciamo a portare avanti proprio per le relazioni con molte altre istituzioni.

Quali reali novità, in termini di gestione dei budget e dei fondi, di servizi al pubblico o anche in termini di programmazione degli spazi vi caratterizzeranno?
 Non parlerei di reali novità, quanto credo sia importante riuscire a far decantare una serie di processi e discorsi iniziati che hanno bisogno di tempo per essere assorbiti e riconosciuti. In parallelo alle mostre porteremo avanti un public program con presentazioni e approfondimenti, soprattutto nel periodo della mostra di Alex Martinis Roe dove grazie all’Australiana Keir Foundation il network di istituzioni è riuscito ad avere fondi speciali dedicato a queste attività.

Quali mostre da voi prodotte potranno poi essere ospitate all’estero?
Le prossime mostre saranno tutte coprodotte e/o co-commissionate, quindi abbiamo cercato di strutturare la circolazione di ciò che produciamo in modo più efficace, piuttosto che aspettare un interesse a posteriori. Italo Zuffi (da settembre 2016); Riccardo Giacconi (dicembre 2016-febbraio 2017) è co-prodotta con il FRAC – Champagne Ardenne e Centrale Fies e vedrà una tappa performativa a Dró nell`estate 2017 e una mostra a co-cura mia e di Antoine Marchand al FRAC nell´ottobre 2017; l´australiana Alex Martinis Roe che abbiamo presentato nel 2014 in una collettiva con l´inizio della ricerca dal titolo To Become Two, e che nel 2017 torna ad ar/ge kunst con il ciclo completo di film che abbiamo co-commissionato con Casco (Utrecht), The Showroom (Londra) e If I can’t Dance… (Amsterdam) che ospiteranno anche la mostra ed un public program; infine il nostro ciclo di One Year-Long Research Project nel 2016/17 vedrà la presenza di Matilde Cassani in collaborazione con Büchsenausen di Innsbruck. Tutti progetti a cui tengo tantissimo.

Solitamente da quali enti o entità provengono i fondi che ricevete?
 La provincia Autonoma di Bolzano ripartizione cultura è il nostro principale sostenitore, insieme alla Fondazione della Cassa di Risparmio, Comune di Bolzano e Regione Autonoma Trentino Alto Adige. Ovviamente enti nazionali stranieri hanno supportato mostre di artisti del loro paese e nel caso di alcuni progetti siamo riusciti a coinvolgere aziende private del territorio nella produzione di intere mostre.

Potresti esprimere un pensiero o un augurio che accompagni l’annata 2016/2017?
Vorrei semplicemente condividere il titolo di un’opera di Italo Zuffi in mostra da noi al momento che è di fatto una buona notizia e credo possa essere un buon auspicio per questa nuova stagione: “Sta meglio la ragazza caduta nel vuoto”.

Ginevra Bria

ar/ge kunst
Bolzano, via Museo 29
www.argekunst.it

 

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.