A Roma la nuova galleria Richter Fine Art. Foto in anteprima della mostra inaugurale

Un “laboratorio” di sperimentazione attorno ai linguaggi della pittura: che inaugura con la collettiva di Silvia Argiolas, Dario Carratta, Luca Grechi, Emilio Leofreddi, Giuliano Sale. A cura di Saverio Verini

Galleria Richter Fine Art a Roma - photo credits Giorgio Benni
Galleria Richter Fine Art a Roma - photo credits Giorgio Benni

Sono cresciuto in questi vicoli, circondato da opere d’arte e di antiquariato. Era destino che prendessi questa strada”. Chi parla è Tommaso Richter, trentenne, collezionista e appassionato d’arte, famiglia di antiquari: e i vicoli di cui parla sono quelli fittissimi di quell’ansa che il Tevere forma a Roma alle spalle di Castel Sant’Angelo, compresa grosso modo fra Via Giulia e il Palazzaccio, storico distretto artistico che resiste alla concorrenza di zone a vocazione creativa della Capitale, da Trastevere a San Lorenzo. È qui che – ristrutturando l’antica bottega di un fabbro, proprio accanto allo spazio espositivo antiquario di famiglia – inaugura ora la nuova galleria Richter Fine Art: “una prosecuzione quasi fisiologica dell’attività, che dall’arte antica arriva ai giorni nostri. Aprire oggi uno spazio espositivo dedicato all’arte contemporanea può apparire forse un azzardo, ma è lo sbocco naturale del mio percorso”.

TITOLO ISPIRATO A GUIDO GOZZANO
Mission della nuova galleria? Un “laboratorio” di sperimentazione attorno ai linguaggi della pittura, che si definisce fin da subito con la mostra di esordio, la collettiva Non amo che le rose che non colsi, affidata alla curatela del giovanissimo Saverio Verini. Un titolo che cita un verso di una poesia di Guido Gozzano, contenuta ne I Colloqui del 1911: e che presenta i lavori di cinque artisti, tutti pittori, da Silvia Argiolas (1977) a Dario Carratta (1988), Luca Grechi (1985), Emilio Leofreddi (1958), Giuliano Sale (1977). Al piano terra sarà allestito, per ogni artista, un lavoro di grandi dimensioni; al piano inferiore, invece, ogni autore presenterà coppie di lavori di formato ridotto, di modo da mostrare un più ampio spaccato sulla propria poetica. L’inaugurazione è prevista per domani, martedì 18 ottobre: noi siamo andati a dare un’occhiata in anteprima, ecco alcune immagini degli allestimenti…

– Massimo Mattioli

18 ottobre – 23 dicembre 2016
Non amo che le rose che non colsi
Richter Fine Art
Roma – Vicolo del Curato, 3
www.galleriarichter.com

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.