Viva Arte Viva è il titolo della 57esima Biennale d’Arte di Venezia. E la curatrice Christine Macel riparte dagli artisti rifiutando la critica

Pubblico protagonista e maggiori relazioni con gli artisti sono i punti fermi del concept della Biennale di Venezia che inaugurerà il prossimo 13 maggio. Con un allestimento suddiviso per padiglioni un catalogo senza testi critici

Paolo Baratta e Christine Macel - Foto Andrea Avezzi - Courtesy La Biennale di Venezia
Paolo Baratta e Christine Macel - Foto Andrea Avezzi - Courtesy La Biennale di Venezia

Il presidente Paolo Baratta e la curatrice Christine Macel, subito dopo l’incontro con i 57 paesi partecipanti che finora hanno confermato la loro presenza, hanno rivelato alla stampa riunita a Ca’ Giustinian, le prime anticipazioni dell’attesa rassegna internazionale, affidata per la terza volta a una donna – dopo il duo di spagnole De Corral e Martinez nel 2005 e la svizzera Bice Curiger nel 2011 – e in programma dal 13 maggio al 26 novembre 2017.
L’introduzione del presidente Baratta ha sottolineato il “cambio di atteggiamento” rispetto alle edizioni precedenti. Dopo l’ansia del tempo presente, stavolta l’attenzione sarà rivolta al mondo degli artisti come fonte di “generosità” e “vitalità”, in un’ottica di fiducia nel mondo che, in questo momento, suona decisamente di buon auspicio. “L’incontro con l’artista diventa parte integrante della mostra”, ha sottolineato Baratta, promettendo “una Biennale che si rivolge sempre di più al pubblico”.

VIVA ARTE VIVA
Christine Macel ha esordito precisando il significato che l’arte riveste per lei, un “campo prezioso e da proteggere perché è un luogo della libertà, della riflessione, del sogno e dell’utopia”. Viva Arte Viva, titolo scelto per la sua Biennale, è quindi per la curatrice un’esclamazione che celebra la sua passione per l’arte, ma anche la figura dell’artista. Per tali ragioni, uno dei concetti guida della rassegna sarà l’idea di otium, come tempo utile e tutt’altro che inoperoso, in cui l’artista può mettere a punto la sua pratica. Concependo se stessa come mediatore tra artista e pubblico, Macel metterà a disposizione degli spettatori un accesso al mondo degli artisti (il loro studio, le loro letture…).
Come sarà organizzata tecnicamente la Biennale? Si tratterà di una sequenza di padiglioni nell’ottica di un’apertura “del sé e verso l’altro”, attraverso un viaggio nell’interiorità degli artisti stessi. La rassegna darà spazio all’energia della creatività, riunendo artisti di varie generazioni e aree geografiche, come America Latina, Asia, Europa, ma anche artisti Inuit e kazaki.

Paolo Baratta e Christine Macel - Foto Andrea Avezzi - Courtesy La Biennale di Venezia
Paolo Baratta e Christine Macel – Foto Andrea Avezzi – Courtesy La Biennale di Venezia

UN CATALOGO SENZA CRITICI
Il catalogo sarà interamente dedicato agli artisti, senza testi critici. Ma la parte più importante sarà lo spazio assegnato fisicamente agli artisti, che potranno rendere visibile la loro pratica attraverso Tavola Aperta, l’iniziativa che porterà un artista a pranzare con il pubblico ogni sabato, per l’intera durata della rassegna, in due spazi, ai Giardini e all’Arsenale, con lo scopo di dare voce agli artisti. Il secondo progetto sulla pratica degli artisti, prenderà vita grazie ai video forniti da loro stessi, ed esposti in entrambe le sedi dei Giardini e dell’Arsenale, così da entrare davvero nella loro pratica. Lo scopo è creare un enorme data base, cui tutti i paesi sono invitati a dare il loro contributo.
Infine La mia biblioteca, ispirato all’omonimo saggio di Benjamin del 1931, permetterà agli artisti di riunire in una lista i loro libri preferiti, garantendo al pubblico un accesso ai loro interessi. Si preannuncia una Biennale fortemente partecipativa, che pare invertire, in maniera decisamente salutare, la tendenza tutta contemporanea a un pessimismo diffuso e irreversibile.

Arianna Testino

57° Biennale d’Arte di Venezia
13 maggio – 26 novembre 2017
www.labiennale.org

 

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.