GAMeC di Bergamo. Le mostre della stagione 2016/2017 e le donazioni di artisti e collezionisti

Con la GAMeC di Bergamo prosegue il nostro ciclo di news sui programmi dei musei d’arte contemporanea per la stagione espositiva autunno-inverno. Ne abbiamo parlato con il direttore Giacinto Di Pietrantonio

Carlo Benvenuto - Senza Titolo, 2016, Courtesy Galleria Mazzoli, Modena
Carlo Benvenuto - Senza Titolo, 2016, Courtesy Galleria Mazzoli, Modena

La programmazione della stagione autunno-inverno si apre per la GAMeC il 7 ottobre (per concludersi il 15 gennaio) con le personali di Michelangelo Pistoletto – in mostra circa cinquanta opere, tra pezzi storici della produzione dell’artista e alcuni dei suoi ultimi lavori, tra cui un progetto site-specific dedicato all’opera Terzo Paradiso – e di Fabio Mauri, su cinquant’anni di lavoro dell’artista, focalizzato su alcune tematiche fondanti della sua poetica: Diritti, Identità, Ideologia, Linguaggio, Narrazione e Tempo. Lo stesso giorno inaugurano altre due personali, dedicate rispettivamente alle fotografie di Carlo Benvenuto e al video di Jol Thomson, opera vincitrice della quarta edizione di MERU Art*Science Award, l’importante riconoscimento rivolto al legame arte-scienza. La stagione espositiva prosegue il 25 novembre con la prima personale in un’istituzione europea dell’artista canadese Rochelle Goldberg e con l’ottava edizione della rassegna di opere video Artists’ Film International.

C’è qualcosa nella programmazione dello scorso anno che ha deluso le sue aspettative o al contrario l’ha invece sorpresa?
No, visto che abbiamo realizzato otto mostre importanti, tra cui la grande retrospettiva dedicata a Kazimir Malevic e le prime mostre in un’istituzione italiana di artisti internazionali come Cory Arcangel, Ryan McGinley e Rashid Johnson, registrando un incremento del numero di visitatori e riscontrando grande interesse anche per le relative pubblicazioni: alcuni cataloghi, come quello della mostra di McGinley, sono andati sold out in poco tempo. Abbiamo inoltre continuato la collaborazione con diverse istituzioni museali internazionali, a partire dalla Whitechapel Gallery per la rassegna annuale di opere video Artists’ Film International e promosso numerosi eventi, tra cui due cicli di conferenze su architettura e fotografia.

Su quale aspetto crede che il suo museo debba migliorarsi?
In tutto, perché si può e si deve sempre migliorare.

Fabio Mauri - Cina ASIA Nuova, 1996, Courtesy Studio Fabio Mauri
Fabio Mauri – Cina ASIA Nuova, 1996, Courtesy Studio Fabio Mauri

A quanto ammonta il budget dedicato alla programmazione delle mostre di quest’anno? Con quale variazione rispetto agli anni precedenti?
Il budget per le sole mostre del 2016, in linea con gli anni precedenti, ammonta a circa 300mila euro, con cui quest’anno abbiamo realizzato diciotto mostre di varia scala, da quella su Aldo Rossi a quella dedicata al Premio Bonaldi, arrivando ad Atlante delle immagini delle forme, inaugurata lo scorso febbraio, che ha presentato le 20 nuove donazioni fatte da artisti e collezionisti alla GAMeC: parliamo di artisti come Getulio Alviani, Cory Arcangel, Stefano Arienti, Luciano Fabro, Invernomuto, Adrian Paci, Giulio Paolini, Emilio Prini, Dan Rees. Mentre il 24 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, abbiamo inaugurato un’altra mostra relativa a una nuova donazione del collezionista bergamasco – ma vissuto a Parigi – Severo Radaelli, che ci ha donato una trentina di opere (soprattutto disegni) di August Rodin, Antoine-Louis Barye, Pierre-Albert Marquet, Sanyu Chang Yu, Geer van Velde, Jean FautrierDorothea Tanning (moglie di Max Ernst), Berthe Morisot, Louis Marcoussis, Cesare Peverelli. Naturalmente, oltre al primario valore culturale di queste opere, faccio una sottolineatura veniale evidente del fatto che i 300mila euro di budget sono stati ampiamente recuperati da tali donazioni. Dunque siamo un museo in attivo anche dal punto di vista economico. Solo qualche anno fa, con i tagli al settore culturale, il budget è stato ridimensionato del 15% circa, ma è rimasto invariato da allora.

In che proporzione le vostre mostre sono interamente prodotte dal museo, coprodotte con altre istituzioni o acquisite da soggetti esterni?
Per quanto riguarda la collaborazione con altre istituzioni la proporzione dipende dalla programmazione, diciamo una media del 15-20%. Non accettiamo acquisizioni da soggetti esterni a scatola chiusa, ma partecipiamo alla creazione del progetto, o ne siamo i promotori, sempre chiedendo una compartecipazione progettuale.

– Claudia Giraud

GAMeC
Bergamo, via San Tomaso 53
www.gamec.it

 

 

 

 

 

 

 

 

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).

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