Nuovo spazio per la Galleria Boccanera di Trento. Quattro volte più grande e con molti nuovi progetti

La gallerista Giorgia Lucchi Boccanera rilancia il progetto di una project room e di una Galleria Temporanea a Milano. Il nuovo spazio a Trento, spiega, le permetterà di costruire nuovi importanti progetti e di viaggiare di più. Alla faccia del binomio centro – periferia.

Galleria Boccanera, Trento
Galleria Boccanera, Trento

Nuovo spazio per la Galleria Boccanera di Trento che lascia lo storico di Via Milano per uno spazio quattro volte più grande e di nuovo spessore, quasi un piccolo hangar. Sono sempre di più le gallerie che trasformano le loro sedi in vere e proprie cittadelle – bastino gli esempi milanesi di Lia Rumma e Giò Marconi, o Whitecube a Londra – e lo spazio di Trento ne segue l’esempio. Con una connotazione alternativa, per una galleria che ha scelto una piazza molto meno frequentata di Milano e che ha puntato da sempre più nella promozione della giovane arte contemporanea e della presentazione di “nuove leve” che su quella di grandi progetti di famosi mid-career o estabilished. Tra gli artisti di scuderia ci sono infatti Linda Carrara, Dido Fontana, Richard Loskot, Nebojša Despotović, tutti nati tra il 1984 e il 1971.
Il nuovo spazio, situato in Via Adige, l’ex strada nazionale in direzione di Bolzano, sarà dunque in periferia, contro la precedente collocazione periferica.

VITA IN PROVINCIA
Vivendo in provincia”, ha spiegato Giorgia Lucchi Boccanera, la gallerista, “mi sono accorta che la centralità non è importante. Le persone interessate alla galleria vengono su appuntamento, o arrivano il giorno dell`opening o dell`opening delle altre istituzioni presenti sul territorio. Ora, col nuovo spazio in via Alto Adige sono a 4 minuti dall`uscita dell`autostrada Trento Nord; quindi ora sono raggiungibile con una deviazione di soli 8 minuti per chi va alle Alpi (in direzione di Museion) e per chi ritorna in Italia (in direzione del Mart e della Civica).” L’obiettivo della gallerista è, inoltre, muoversi sempre di più. Si può stare “in periferia” e, allo stesso tempo, costruire un grande lavoro di promozione culturale sul territorio; si può viaggiare e portarlo fuori, nelle fiere ad esempio, come le prossime cui parteciperà, nelle fiere ad esempio, come la prossima Vienna Contemporary. Non mancheranno nuovi progetti sperimentali, molto più gestibili in un luogo di così ampia metratura, come ad esempio la project room, dedicata a collaborazioni eccezionali e a progetti audaci con quel mio motto di non esimermi mai dal far cultura… (sono una figlia del Dams del prof. Umberto Eco!) E la Galleria Temporanea (pop Up) a Milano in via Ventura e/o in altri luoghi in contemporanea ad eventi culturali di rilevanza internazionale.

– Santa Nastro

http://www.arteboccanera.com/

 

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.