François Pinault inaugura a Milano il Gucci Hub di via Mecenate. Uffici e laboratori creativi negli spazi di un’ex hangar dismesso

Là dove un tempo costruivano aerei trova ora spazio il quartier generale del marchio Gucci. In una zona di Milano che ancora aspetta il suo definitivo rilancio

Milano, il Gucci Hub di Via Mecenate
Milano, il Gucci Hub di Via Mecenate

Quando si è cominciato a parlare del progetto, era il 2013, era dato per certo il trasferimento in toto dei laboratori creativi e degli uffici di gran parte dei marchi che gravitano attorno alla galassia Kering del re della moda (e dell’arte) François Pinault. Qualcosa, con i passare degli anni, è invece cambiato. Siamo allora oggi a celebrare a Milano l’apertura – al civico 79 di via Mecenate – del “solo” Gucci Hub, quartier generale del marchio con la doppia g, che nei rumors della vigilia avrebbe dovuto invece essere accompagnato dai vari Stella McCartney, Balenciaga, Bottega Veneta, Alexander McQueen. Poco male per la maison, che può disporre interamente dei 30mila metri quadri di un’area dal fascino romantico: siamo infatti tra gli hangar dell’ex fabbrica Caproni, che dal 1915 e fino aglio Anni Cinquanta qui produceva aeroplani, che decollavano per i collaudi dall’adiacente campo di volo di Taliedo (poi trasformato in area residenziale).
Cosa abbia portato a modificare i piani non è dato sapere: c’è chi dice che l’avvicendamento tra Frida Giannini e Alessandro Michele alla direzione creativa di Gucci abbia portato a una revisione del progetto, chi invece sostiene  che tutto sia legato al rallentamento dell’espansione di una zona della città verso cui si nutrivano altre speranze.

LA METRO CHE NON C’È
Le sorti di Via Mecenate, che fa da cerniera tra la periferia est e quella sud di Milano, erano (e sono) legate alle infrastrutture: ai collegamenti con il vicinissimo aeroporto di Linate (questione di minuti) e con la tangenziale est, ora rafforzata dall’apertura del tracciato della BreBeMi e di quello della TEM; ma è innegabile come sugli appetiti di riqualificazione dell’intera area pesi il ritardo nella realizzazione della linea 4 della metropolitana, che da tracciato avrà una fermata a poche centinaia di metri da qui. Si parla di un progetto che, da programmi della giunta Moratti, avrebbe dovuto essere consegnato almeno in forma parziale per Expo: e ora si schedula al 2022.
A prescindere dalle difficoltà della zona Pinault non è l’unico ad averci scommesso: al civico 77 della stessa via Mecenate è aperta già da qualche anno la M77 Gallery di Giuseppe Lezzi; al numero 84 gli East Ends Studios offrono location per sfilate, eventi e riprese televisive (si girano o si sono girate produzioni come MasterChef Italia o Che Tempo Che Fa).

IL PROGETTO PER GUCCI
A condurre in porto il Gucci Hub (per la cui realizzazione si parla di una spesa stimata, non confermata ma plausibile, di 150milioni di euro) è stato lo studio milanese Piuarch, firma già legata al mondo della moda: dal 1996 lavora con Dolce & Gabbana, per cui ha disegnato sia diversi store nel mondo sia gli uffici meneghini e toscani; ma ha firmato anche la sede Kering di Shaghai e il flagship store di Givenchy a Seul. Il nuovo intervento verte su una rispettosa azione di valorizzazione delle preesistenze, con i corpi di fabbrica dell’ex stabilimento mantenuti nella loro dinamica originaria: permane così la copertura a shed, tipica degli hangar, chiaramente attualizzata ma “originale” nella sua funzione di gonfiare di luce naturale tutti gli ambienti. La trama dei muri di un tempo, in mattoni rossi, è l’ideale fil rouge che conduce di ambiente in ambiente fino ad una piazza coperta; ed è elemento cromatico che si armonizza con il vetro e il nero dei metalli che compongono la torre da sei piani – parliamo di 3.000 metri quadri di superficie in pianta – che rappresenta l’unico intervento ex novo sul complesso. Ripristinato anche l’hangar principale dell’ex Caproni, da quasi 4.000 metri quadri, metà dei quali destinati dal 2017 a spazio per sfilate.

Gucci Hub
Milano, via Mecenate 79
www.gucci.com
www.piuarch.it

 

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