“Mi sa che io comincio a Brexit”. Si dimette a Londra il direttore del Victoria and Albert Museum

In una recente intervista all’emittente tedesca DW, Roth aveva palesato la sua incredulità davanti al voto per la Brexit della Gran Bretagna, descrivendolo come “orribile”…

Martin Roth
Martin Roth

Il fatto è ormai lontano qualche mese, ed è normale che le cronache abbiano allentato una tensione e una attenzione che nell’immediatezza sono state molto alte: e ci mancherebbe, davanti a un referendum popolare come quello che doveva sancire la permanenza o meno della Gran Bretagna nell’Unione Europea, e che ha – clamorosamente? – sancito, come tutti sanno, la cosiddetta Brexit. Questo non vuol dire certo che l’attesa per verificare sul campo gli effetti della storica decisione non resti probabilmente il tema principe nei dibattiti all’ombra del Big Ben, e anche lontano dalla celebre torre. Noi stessi abbiamo messo in campo una sorta di empirico “monitoraggio” riferito all’ambito artistico/creativo, e per la verità le primissime – assolutamente parziali – impressioni erano neutre se non positive, con auction week chiuse nella fiducia e sentiments ottimisti, anche sul fronte politico/amministrativo.

HA VINTO L’ART FUND MUSEUM OF THE YEAR PRIZE
Ora da Londra giunge una notizia che, seppur contingente, potrebbe voler dire molto a livello simbolico, in direzione opposta: ovvero l’annuncio delle dimissioni di Martin Roth, dal 2011 apprezzatissimo direttore del Victoria and Albert Museum. Il più classico fulmine a ciel sereno: visto che il mandato di Roth, tedesco giunto a Londra dopo aver giodato le Dresden State Art Collections, è stato per opinione unanime un grande successo, con diverse mostre da record – da David Bowie Is alla clamorosa retrospettiva di Alexander McQueen – e importanti progetti di espansione. All’inizio di quest’anno, il museo ha poi avuta una consacrazione vincendo il prestigioso Art Fund Museum of the Year Prize. Cosa è successo allora? Sulle ragioni delle dimissioni vige il più assoluto riserbo: ma certo a nessuno è sfuggita la recente intervista dell’emittente tedesca DW, nella quale Roth ha palesato la sua incredulità davanti al voto per la Brexit della Gran Bretagna, descrivendolo come “orribile”…

https://www.vam.ac.uk/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.