È morta a 78 anni Marisa Vescovo, grande critica e storica d’arte torinese

Sotto la direzione di Maurizio Calvesi fu nel 1984 Commissario alla Biennale di Venezia, curando il Padiglione Italia nel 1986. Era tra i curatori della Collezione Farnesina a Roma

Marisa Vescovo
Marisa Vescovo

Le notizie, soprattutto in questi giorni di pausa quasi forzata di pieno agosto, circolano con minore rapidità del solito: eppure, quello che sulle prime era uno spunto incontrato per caso navigando fra i social network, dopo le prime verifiche ha trovato purtroppo conferma. A poche ore dalla scomparsa di Francesco Garofalo, docente, saggista e progettista grande protagonista dell’architettura italiana, anche le arti visive perdono un personaggio centrale nelle dinamiche creative, sul lato critico, del novecento: la critica e storica d’arte Marisa Vescovo è infatti morta ieri, 15 agosto, all’età di 78 anni, a causa – ma ripetiamo, le prime notizie sono frammentarie – di un malore che l’avrebbe colta mentre era in vacanza in Liguria. Un critico di scuola classica, in prima linea nel dibattito subito accesissimo fin dal primo dopoguerra: con una lunga storia fatta di saggi, opinioni decise e battagliere, mostre, rassegne di vario tipo, sempre più attenta al sostegno dei valori dell’arte che agli aspetti comunicativi o di mercato, che presto contestualizzeremo con un ricordo strutturato.

DOCENTE DI FENOMENOLOGIA DELL’ARTE CONTEMPORANEA
Per ora ci limitiamo a ricordare la sua attività nell’insegnamento, con la cattedra di Fenomenologia dell’arte contemporanea, retta per 25 anni presso l’Accademia di Belle Arti di Genova, affiancata dalla cura delle attività artistiche della Fondazione Palazzo Bricherasio a Torino. Un momento topico fu toccato negli anni ’80, quando – sotto la direzione di Maurizio Calvesi – ha ricoperto nel 1984 il ruolo di Commissario alla Biennale di Venezia, curando il Padiglione Italia nel 1986. Nel 2004 aveva curato la XI Biennale d’Arte Sacra Contemporanea a Isola Del Gran Sasso D’italia, in Abruzzo. Un impegno curatoriale che non aveva subito flessioni, recentemente declinato nella direzione dell’IGAV (Istituto Garuzzo per le Art Visive), per il quale ha curato cinque mostre in Cina, in Corea ed in Russia. Dal 2007 era tra i curatori della Collezione Farnesina a Roma. Ampia anche la sua attività editoriale, con cataloghi e saggi pubblicati da editori come Skira e Giunti.

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.