Michael Jordan e Shaquille O’Neal (con Larry Gagosian): quando il basket si dedica all’arte

Jordan dona 5 milioni di dollari al futuro National Museum of African American History and Culture, O’Neal si associa con Gagò per produrre un film

Shaquille O'Neal e Michael Jordan in campo
Shaquille O'Neal e Michael Jordan in campo

Un evento particolare e inatteso, anche in un mondo imprevedibile e a volte bizzarri come quello che ruota attorno alle arti, resta un fatto isolato. Quando però ce ne sono due, di eventi, che vanno in una determinata direzione, allora si può cominciare a pensare ad un vero e proprio trend. In questo caso stiamo parlando di basket: che per molti in questi giorni significa Olimpiadi di Rio de Janeiro, per gli americani in particolare significa attesa per la finalissima che metterà di fronte il mitico Team USA, illuminato dalla star Carmelo Anthony, alla Serbia di Miloš Teodosić.

IL MUSEO INTITOLERÀ THE MICHAEL JORDAN HALL UNA DELLE SALE
Eppure nei giorni scorsi – e veniamo al mondo dell’arte – a tenere banco sui media è stato quello che viene unanimemente ritenuto il cestista più forte della storia: quel Michael Jordan che con i suoi Chicago Bulls negli anni ’90 ha battuto tutti i record possibili. E che ora ha deciso di ripagare al mondo qualche fetta di buona sorte, donando 5 milioni di dollari al futuro National Museum of African American History and Culture, nuova attesissima branch delle Smithsonian che inaugurerà a Washington l’ormai prossimo 24 settembre. Come segno di gratitudine, il museo intitolerà The Michael Jordan Hall una delle sale del nuovo museo, dedicata a 16 grandi atleti afroamericani, che esporrà anche una maglia di Jordan del 1996, nell’occasione donata per la collezione permanente.

UN FILM SULLA SQUADRA DI BASKET DI UN LICEO
Ma accennavamo a due casi di incrocio arte-basket: già, perché è freschissima la notizia che vede coinvolto Shaquille O’Neal, altro celebre ex cestista – noto anche come attore e rapper – vincitore di ben quattro titoli NBA, tre con i Los Angeles Lakers e uno con i Miami Heat. Lo sportivo avrebbe stilato un accordo nientemeno che con il gallerista più potente del mondo, Larry Gagosian, per co-produrre un film sulla squadra di basket di un liceo americano, a Bridgehampton, impegnata nel tentativo di difendere il loro titolo di stato. Il film, intitolato Killer Bees, “evoca le dinamiche della comunità afroamericana di Bridgehampton nell’ambiente degli Hamptons, e la sua lotta per la sopravvivenza“, come si legge nello statement.

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.