Tovarish Gérard Depardieu. L’attore francese, ormai russo di adozione, inaugura il suo centro culturale in Mordovia

Depardieu, cittadino russo dal 2013, inaugura a Saransk un centro culturale e cinematografico che si dedicherà prevalentemente alle arti performative e allo spettacolo

Gerard Depardieu

Voglio essere lo Zar di Saransk”, aveva dichiarato nel febbraio del 2013, quando giunse nella capitale della piccola regione russa di Mordovia di cui oggi è cittadino residente. Già, perché com’è a molti noto da oltre tre anni Gérard Depardieu – è di lui che si parla – ha stracciato il proprio passaporto francese per per giungere – pur mantenendo anche la cittadinanza transalpina – alla “corte” di Vladimir Putin: da quando, per la precisione, il celebre attore francese sessantasettenne si fece portavoce delle proteste contro la proposta del presidente francese François Hollande di tassare redditi più elevati per oltre il 75 per cento.

OSPITATO DALL’EX CINEMA ROSSIYA
Una mossa solo politica, una trovata comunicativa plateale? Non proprio, visto che ufficialmente Depardieu è registrato anche come imprenditore a Saransk, città di 300mila abitanti situata circa 650 chilometri a est di Mosca. E a rimarcare la propria partecipazione alla vita della nuova patria, ha appena inaugurato un centro culturale e cinematografico che porta il suo nome, ospitato dall’ex cinema Rossiya. Una struttura che si dedicherà prevalentemente alle arti performative e allo spettacolo, vocazione confermata dai tanti presenti al taglio del nastro, registi, scrittori, musicisti, fra i quali l’amministratore delegato del Russia Film Fund, Nikolai Brodachev. “Sono molto lusingato che un centro culturale avrà il mio nome”, ha dichiarato Depardieu durante la cerimonia, che vedete nel video sotto, “in Mordovia mi sento come un vero russo… Ho intenzione di votare alle prossime elezioni“.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.