Ferdinando Scianna racconta Venezia. Intervista video per la mostra alla Casa dei Tre Oci

Il grande fotografo racconta ad Artribune il progetto dedicato al Cinquecentenario della fondazione del Ghetto ebraico di Venezia. Esposto assieme alla personale di René Burri

Ferdinando Scianna, Casa dei Tre Oci, Venezia (
Ferdinando Scianna, Casa dei Tre Oci, Venezia (

Mi sono messo lì, e ho aspettato che i personaggi si collocassero in questo spazio figurativo e architettonico. In maniera da creare una specie di racconto”. Ferdinando Scianna racconta nell’intervista video che vedete sotto la genesi di una sua fotografia: in questo caso, una di quelle che ha dedicato al Cinquecentenario della fondazione del Ghetto ebraico di Venezia. Un progetto inedito con oltre 50 scatti, commissionatogli dalla Fondazione di Venezia e ora confluito nella mostra curata da Denis Curti che si apre oggi al pubblico alla Casa dei Tre Oci, sempre a Venezia. Parole che sintetizzano certi aspetto del grande fotografo siciliano, da oltre 30 anni in forze alla gloriosa agenzia Magnum: e la sua capacità unica di cogliere l’attimo irripetibile, il dettaglio rivelatore, la scenografia naturale che esalta il particolare.

MOSTRE APERTE FINO ALL’8 GENNAIO 2017
Approccio che – pur nelle distanze formali, nelle grandi differenze a livello di cromatismi, di temperature, di visualità espressa – lo accomuna a un altro grande della fotografia come lo svizzero René Burri, che con Scianna condivide questo ciclo di mostre nel prestigioso spazio lagunare. E li accomuna anche la presenza in Magnum, della quale Burri – scomparso nel 2014 – è stato anche presidente. Imperdibile, di Burri, la lunga teoria di foto di piccolo formato disposte al piano terra, camei di viaggio che esaltano la sua straordinaria sensibilità coloristica, mentre al piano superiore dominano i ritratti e le bellissime immagini di architettura, con alcuni grandi formati dedicati a Luis Barragan, in Messico. Anche queste, le potete vedere nella nostra fotogallery presa all’opening, mentre per andare di persona c’è tempo fino all’8 gennaio 2017…

Massimo Mattioli

www.treoci.org

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.