La Corrida? È una forma d’arte. Parola di Miquel Barceló, amico dei tori…

Il mallorquino è solo l’ultimo dei grandi artisti appassionati al fenomeno spagnolo, dopo Goya, Dalí, Picasso. Anche se non è un fanatico, tanto che spesso viene considerati anti-corrida

Il manifesto per la Corrida disegnato da Miquel Barceló
Il manifesto per la Corrida disegnato da Miquel Barceló

Premessa: dare un giudizio equilibrato sul fenomeno della Corrida è difficile, se non si è spagnoli; così come – per fare un esempio italiano – lo è sul Palio di Siena, se non si è senesi, o comunque legati alla città delle contrade eternamente in competizione. Detto questo, ognuno si è certamente formato la sua posizione, contraria per quanti ritengono non più “sincrono” uno spettacolo che prevede la morte di un essere vivente, più morbida per quelli – in generale iberici – ne considerano le valenze identitarie, storiche, finanche antropologiche. A questa ultima fattispecie si sono ascritti da sempre anche molti artisti: nomi celebri, sui quali non serve indugiare troppo, da Goya a Salvador Dalí, a Pablo Picasso.

CORRIDA DEDICATA A VICTOR BARRIO
Ora a questa “famiglia” si iscrive anche un noto artista vivente come Miquel Barceló: da sempre attento alla cultura che ruota attorno alla corrida, ma con posizioni spesso contrastanti, fino ad essere cooptato fra gli oppositori delle corride. Eppure è a lui che gli organizzatori hanno chiesto di firmare il manifesto – lo vedete nella foto sopra – per la corrida che il prossimo 4 settembre Valladolid dedicherà a Victor Barrio, superstar dei toreadores, morto il mese scorso a solo 29 anni per una incornata subita durante una corrida in un’arena di Teruel, in Aragona. Barcelò, vincitore quest’anno del premio corrida Ciudad de Sevilla, in passato ha tenuto a rimarcare la propria “neutralità”, ricordando come in casa sua ospita dei toros coloraos mallorquines, ma per usarli come modelli per i suoi dipinti, non per matarli…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.