Un bicchiere fatto in uranio radioattivo. Il controverso progetto del designer Martin Jakobsen

Una collezione limited edition, bella e pericolosa. L’ha creata il designer Martin Jakobsen: bicchieri di vetro, sfaccettati ad imitare un diamante, realizzati con uranio radioattivo…

Martin Jakobsen, Tumblers in Gem, 2016
Martin Jakobsen, Tumblers in Gem, 2016

Un bicchiere fatto di uranio radioattivo. Il designer originario della Repubblica Ceca Martin Jakobsen ha creato una serie di suppellettili, in edizione ovviamente limitata, decisamente originali. Per farle, infatti, ha dovuto richiedere speciali permessi e autorizzazioni all’Ufficio per la Sicurezza Nucleare dello Stato. Come mai, vi chiederete? Perché Tumblers in the Gem, così si chiamano questi bicchieri, di quelli solitamente usati per la preparazione di cocktail – caratterizzati da un colore verde fluorescente e splendenti al buio – contengono uranio trattato con raggi ultravioletti. In poche parole, sono radioattivi. Quali sono i rischi? Stando ai produttori, l’emissione è a livelli talmente trascurabili da risultare innocua.

Martin Jakobsen, Tumblers in Gem, 2016
Martin Jakobsen, Tumblers in Gem, 2016

UN BICCHIERE CHE VIENE DALLA STORIA
Anche se sembra – con il suo pattern tagliato come un diamante e il suo colore acido, così deciso – un prodotto futuribile, la produzione dei bicchieri ad uranio, come riporta il blog Deezen, proviene direttamente dal passato. Era infatti estremamente popolare nel XIX secolo. Il progetto di Jakobsen recupera quel tipo di prodotto, fino a oggi una curiosità da collezionisti, rendendolo un oggetto à la page, intrigante per forma e materiale, giocando sul binomio bello e pericoloso.
Estremamente influenzato dall’estetica minimale, il designer ha fondato il suo studio nel 2010, dopo una formazione avvenuta tra la Royal Danish Academy di Copenhagen e la Facoltà di Architettura di Praga: è specializzato soprattutto in collezioni in vetro, in cui combina trasparenza e ricercata eleganza. E se è vero che tra i suoi clienti ci sono i più famosi cocktail bar, catene alberghiere e ristoranti del mondo, la domanda, adesso, è: mai voi berreste mai in un bicchiere che contiene dell’uranio? Ai più coraggiosi la sfida.

Santa Nastro

https://jakobsendesign.com/about/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.