Italiani in trasferta. Antonio Rovaldi all’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona

Un nuovo step del focus sull’arte italiana contemporanea promosso dalla neodirettrice Luisa Violo nella capitale portoghese


Antonio Rovaldi, Mattina 2016, Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, 2016
Antonio Rovaldi, Mattina 2016, Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, 2016

Sottolineavamo recentemente l’ottimo lavoro impostato da Luisa Violo in pochi mesi da neodirettrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, in occasione della personale dello scultore Roberto Almagno, curata da Lorenzo Canova: ed eccoci a raccontarvi un nuovo step del ciclo di mostre dedicate all’arte italiana contemporanea.
Stavolta i fascinosi spazi dell’ex Cappella del palazzo nobiliare sede dell’IIC della capitale portoghese si aprono per l’artista Antonio Rovaldi con una nuova configurazione della mostra Mattina 2016, già allestita alla galleria The Goma di Madrid e riproposta a Lisbona a cura di Marta Silvi, che nella presentazione sottolinea come nelle opere esposte l’artista “esamina lo stato emotivo e fisico prima della partenza per un viaggio: lo sguardo dell’artista sembra svanire davanti ai nostri occhi in una serie di fotografie e un cumulo di ritagli di giornale”.

Antonio Rovaldi, Mattina 2016, Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, 2016
Antonio Rovaldi, Mattina 2016, Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, 2016

Ad entrare nel vivo della narrazione è lo stesso Rovaldi: “La macchina fotografica è il modo più diretto e immediato per trascrivere degli appunti”, dichiara nel contestualizzare le sue opere. “Ogni elemento del paesaggio è carico di una sua temporalità, cioè della possibilità di essere descritto in un altro momento presente o futuro”. Inaugurata nei giorni scorsi, l’esposizione resterà visibile fino al prossimo 8 agosto: per chi non avesse modo di vederla de visu, ecco la nostra galleria fotografica…

– Massimo Mattioli

www.iiclisbona.esteri.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.