Una casa virtuale progettata da Mendini e arredata da artisti e designer, per beneficenza

Una casa dei sogni per promuovere le cure palliative e sostenere la raccolta fondi per la Fondazione Hospice Seràgnoli Onlus. L’ha disegnata Alessandro Mendini con 13 archistar e designer “militanti” a creare e arredare le stanze

Alessandro Mendini con la casa Do Ut Do
Alessandro Mendini con la casa Do Ut Do

Arte e architettura come motore per il fundraising e per una buona causa. Nasce così il progetto biennale do ut do, giunto nel 2016 alla sua terza edizione, con l’obiettivo di raccogliere fondi in favore della Fondazione Hospice Seràgnoli Onlus, che si occupa di dare sostegno e cura ai pazienti affetti da malattie inguaribili e di promuovere la ricerca e la formazione sulle medicine palliative nel Campus Bentivoglio di Bologna.
A promuovere l’iniziativa, gli Amici della Fondazione, dopo le edizioni del 2012 – con madrina Yoko Ono, dedicata all’arte contemporanea – e quella del 2014 con focus sul design e i Masbedo come supporter.
Così per il 2016 gli Amici della Fondazione hanno guardato all’architettura e hanno invitato Alessandro Mendini a disegnare la “casa do ut do”, le cui stanze sono state poi ideate da altri importanti architetti e designer, che si sono confrontati con i temi dell’abitare, della comunità, della qualità della vita, del rispetto della persona. Ognuno di loro ha creato un ambiente: vitale, empatico, civile, ludico. I nomi? Alberto Biagetti, Mario Cucinella, Riccardo Dalisi, Michele de Lucchi, Stefano Giovannoni, Alessandro Guerriero, Massimo Iosa Ghini, Daniel Libeskind, Angelo Naj Oleari, Terri Pecora, Renzo Piano, Claudio Silvestrin, Nanda Vigo.

 Jacopo Foggini Goccia 2006
Jacopo Foggini Goccia 2006

AD OGNI STANZA IL SUO MUSEO
Navigabile via web, la casa do ut do è anche visitabile attraverso le installazioni presenti fino al 1 agosto nelle sedi espositive che sostengono l’iniziativa: il Madre di Napoli, la Reggia di Caserta, il Maxxi di Roma, il Mart di Trento e Rovereto, il MAMbo e il Mast di Bologna, presieduto proprio da Isabella Seràgnoli.
Le 12 stanze, insieme al giardino e alla facciata disegnata da Alessandro Mendini, sono percorribili virtualmente on line, perfettamente ricreate in 3D. All’interno, saranno visibili tutte le opere d’arte e i pezzi unici di design, ognuno oggetto dell’estrazione a sorte tra tutti coloro che avranno fatto una donazione alla Fondazione Hospice Seràgnoli Onlus.
La collezione odierna – come anche quelle delle edizioni precedenti – sarà pubblicata sul sito di Google Cultural Institute. Un padrino di eccellenza accompagna l’iniziativa, è Dario Fo, mentre Alessandro Bergonzoni è l’ideatore del nome do ut do.

Santa Nastro

http://www.doutdo.it/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.