Firenze ricorda l’alluvione e sul Lungarno appare un giardino di 10.000 metri quadrati

Si ispira al Giardino dei Semplici e alle geometrie del giardino all’italiana l’intervento di public art di 10.000 mq firmato dal collettivo Studio ++

Studio ++, Terzo Giardino, Firenze 2016
Studio ++, Terzo Giardino, Firenze 2016

Mancano ancora quattro mesi al cinquantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze, ma il capoluogo toscano ha già intrapreso la via del ricordo dell’evento con una serie di iniziative che s’articolano coinvolgendo il fiume, come la recente installazione-mostra The Bridge of Love, in concomitanza con l’ultima edizione della fiera Pitti Immagine Uomo.
Ad esordire, direttamente sul Lungarno Serristori a ridosso del centro storico, è la volta del Progetto RIVA, la piattaforma artistica e interdisciplinare promossa dall’Associazione Mus.e, con la direzione artistica di Valentina Gensini e il coinvolgimento del Centro di Ricerca, Produzione e Didattica Musicale Tempo Reale, della Fondazione Studio Marangoni e di Radio Papesse.
Il collettivo artistico Studio ++ – al secolo Fabio Ciaravella (1982), Umberto Daina (1979) e Vincenzo Fiore (1981) – il cui lavoro si focalizza sui temi della condizione pubblica dell’opera e sull’influenza delle nuove tecnologie nella percezione del mondo – ripropone l’intervento di public art Terzo Giardino.

Studio ++, Terzo Giardino, Firenze 2016
Studio ++, Terzo Giardino, Firenze 2016

LE STANZE SUL FIUME
Concentrando l’attenzione sulla biodiversità e sulla possibilità di rendere pienamente fruibile uno spazio scarsamente utilizzato, Studio ++ ha agito direttamente sulla vegetazione spontanea lungo gli argini del fiume, sottraendone alcune porzioni per realizzare un disegno che intende evocare le geometrie del Giardino dei Semplici e, per estensione, quelle del giardino all’italiana. Come lascia intendere anche il nome, il progetto si lega alla metafora del Terzo Paesaggio del paesaggista francese Gilles Clément e prevede due distinte aree: la prima marcatamente geometrica divisa in parterre; la seconda adagiata lungo l’Arno, contraddistinta dalla presenza di muri di vegetazione spontanea che fanno da introduzione alle cosiddette stanze sul fiume, luoghi di sosta ombreggiati nei quali dedicarsi alla contemplazione del paesaggio da uno speciale punto di vista. Dal Lungarno l’attenzione si sposterà poi all’interno de Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, nei cui spazi sarà avviata una residenza d’artista finalizzata alla stesura di archivio aperto al pubblico: grazie a documenti e testimonianze, l’obiettivo è ricostruire la storia dell’Arno, sondandone anche le peculiarità naturalistiche.

– Valentina Silvestrini

http://www.studioplusplus.com/
http://www.lemuratepac.it/

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.