Bottega Veneta sfila sul Grande Cretto di Burri. Ecco immagini e video della nuova campagna

Il Grande Cretto di Gibellina è lo scenario scelto per la nuova campagna pubblicitaria artistica, realizzata dalla fotografa olandese Viviane Sassen

Viviane Sassen fotografa Bottega Veneta sul Grande Cretto di Alberto Burri a Gibellina (foto Bottega Veneta)
Viviane Sassen fotografa Bottega Veneta sul Grande Cretto di Alberto Burri a Gibellina (foto Bottega Veneta)

Non è una novità, e non può stupire, che un’azienda appartenente al gruppo Kering, e quindi al celebre mecenate e collezionista François Pinault, leghi la sua comunicazione e buona parte della sua stessa identità all’arte contemporanea. Ma nel caso di Bottega Veneta questa scelta si sta ultimamente decisamente rafforzando, tanto da proporre il marchio italiano del lusso come un vero e proprio case history. Ve ne parlavamo giusto nei giorni scorsi, ricordando le campagne pubblicitarie realizzate con artisti come Annie Leibovitz, Ryan McGinley, Nan Goldin, Jürgen Teller, Robert Longo, presentate nella mostra itinerante Art of Collaboration che faceva tappa in Cina all’Ullens Center for Contemporary Art (Ucca), il celebre centro d’arte creato dai collezionisti belgi Ullens nell’art district 798 di Pechino.

50ESIMO ANNIVERSARIO DALLA FONDAZIONE DEL BRAND
Quella mostra rientrava peraltro nelle celebrazioni per il 50esimo anniversario dalla fondazione di Bottega Veneta: ricorrenza che è ora alla base di un nuovo grande progetto a forte impronta artistica. Protagonista è la fotografa olandese Viviane Sassen, vista anche alla Biennale di Venezia del 2013 invitata da Massimiliano Gioni nella mostra centrale Il Palazzo Enciclopedico. Ma è soprattutto lo scenario a dare unicità alla campagna lanciata a fine giugno: ovvero quello offerto dal Grande Cretto di Alberto Burri a Gibellina, con le modelle avventurate sopra agli enormi blocchi di cemento che creano la suggestiva e monumentale opera di land art iniziata dal grande artista nel 1985 in ricordo delle vittime del terremoto del 1968. Risultato: una serie di immagini che saranno utilizzate nella promozione del brand, e un video, che vedete qui sopra…

Massimo Mattioli

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.