David Zwirner apre a Hong Kong. Nell’autunno 2017 la quarta galleria, dopo New York e Londra


Hong Kong è sempre più la meta delle big galleries mondiali: la Zwirner Gallery si affiancherà a colleghi del calibro di Gagosian, White Cube, De Carlo


Hong Kong
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Se sul fronte museale le ultime notizie non sembrano propriamente entusiasmanti per Hong Kong, non altrettanto si può dire sul fronte delle gallerie d’arte. In materia di musei, pesa infatti per l’immagine della città-stato la situazione incerta del gigante M+: la cui apertura al pubblico slitta ormai da anni, e recentemente è stata fissata al 2019. Ma nel frattempo il museo ha perso per strada un direttore prestigioso come Lars Nittve, dimessosi a gennaio di quest’anno, seguito a febbraio dallo chief executive Michael Lynch, e nei giorni scorsi dall’Associate Curator Yung Ma, approdato a Parigi al Centre Pompidou. Molto diverso, si accennava, il discorso per le gallerie d’arte: dove anzi Hong Kong gioca un ruolo attrattivo che in questo momento la colloca sicuramente sul podio a livello mondiale. Ultima conferma? L’arrivo, nell’autunno del 2017, della David Zwirner Gallery, che qui aprirà il suo primo avamposto in Asia.

 David Zwirner e Monica Zwirner alla Fondazione Prada (foto Stefania D'Alessandro Getty Images per Fondazione Prada)
David Zwirner e Monica Zwirner alla Fondazione Prada (foto Stefania D’Alessandro Getty Images per Fondazione Prada)

1000 METRI QUADRATI SU DUE PIANI DI UNA TORRE
Si tratterà della quarta sede per la galleria, che ha già due spazi a New York e uno a Londra: e che affiancherà così le tante big galleries già approdate a Hong Kong, da Gagosian a White Cube, fino a – recentemente – l’italiana Massimo De Carlo. Uno spazio di quasi 1000 metri quadrati al quinto e sesto piano della H Queen’s, una torre di 24 piani in costruzione nel Central district, che sarò progettato dall’architetto di New York Annabelle Selldorf.  Abbiamo visto una crescita letteralmente esplosiva dell’interesse per l’arte occidentale tra i collezionisti asiatici“, ha raccontato Zwirner al New York Times. “Circa due anni fa ho pensato: se questo è ciò che quella gente vuole, dobbiamo avere una galleria in quella regione’“. Riserbo ancora sui programmi della futura galleria: ci saranno cinque o sei mostre all’anno, inizialmente con artisti della scuderia come Jeff Koons, Yayoi Kusama, Richard Serra, William Eggleston.

– Massimo Mattioli

www.davidzwirner.com

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.