Michel Houellebecq fa l’artista. Dopo Manifesta lo scrittore inaugura al Palais de Tokyo di Parigi

Dopo la partecipazione a Manifesta 11, Michel Houellebecq torna a coprire il ruolo dell’artista visivo. Questa volta è protagonista di una personale, allestita a Parigi al Palais de Tokyo. Un viaggio per immagini tra le ossessioni dello scrittore

Michel Houellebecq, Irlande 1, courtesy Air the Paris, Parigi
Michel Houellebecq, Irlande 1, courtesy Air the Paris, Parigi

Ci ha preso gusto Michel Houellebecq a fare l’artista visivo. Avevamo già incontrato lo scrittore a Zurigo, invitato dal curatore Christian Jankowsky a Manifesta 11 con due interventi: il primo, inserito nell’ambito delle nuove produzioni, che lo ha visto lavorare a confronto con il dottor Henry Perschak del Medical Assessment Center, Klinik Hirslanden e il secondo all’interno della mostra storica. Ora, l’infaticabile Houellebecq ha inaugurato una personale al Palais de Tokyo di Parigi che si svolgerà fino all’11 settembre nello spazio francese, tra i più ambiti al mondo per un artista.

LA MOSTRA, TRA LETTERATURA E FOTOGRAFIA
L’esposizione, che mette insieme letteratura e fotografia, tra fatti provenienti dalla realtà e fiction, è curata da Jean de Loisy come uno scenario che porta i visitatori attraverso le ossessioni dello scrittore. Tra suoni, fotografie, installazioni e film, Houellebecq ha concepito, anche grazie alla presenza dei guest artists Robert Combas, Raphaël Sohier, Renaud Marchand e Maurice Renoma, un percorso che offre una immersione nel suo mondo e nella sua visione artistica.
Poeta, scrittore, regista e ora anche artista, Hoellebecq ha sempre mantenuto legami stretti con il mondo dell’immagine in movimento e delle arti visive, accompagnando ed estendendo a questi mezzi le riflessioni che ha operato fin dall’inizio della sua carriera e che sono protagoniste nei suoi romanzi. C’è da dire che all’inizio del suo percorso di artista visivo lo scrittore ha però saltato tutte le tappe, partendo direttamente dall’alto, dalle mostre e dai musei più importanti. Diventando, come si dice, un artista honoris causa e magari facendo pure un po’ rabbia a chi la gavetta se l’è fatta veramente tutta.

-Santa Nastro

http://www.palaisdetokyo.com/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.